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Qualche settimana fa avevo parlato di un libro di Daniel Levitin che spiega con principi di neurologia e psicologia perché la alcuni tipi di musica hanno un forte impatto sulla nostra psiche. Come la droga, la musica può avere potenti effetti evocativi, può provocare dipendenze ossessive e incidere momentaneamente sul nostro stato d’animo.

In alcuni passaggi del libro si sospettava che i creativi della pubblicità fossero ben a conoscenza di questi meccanismi e che scegliessero le colonne sonore degli spot radiofonici e televisivi non tanto in base ai gusti musicali del target di consumatori, ma tenendo conto degli effetti neurologici di determinati archetipi musicali.

Mi sono venute in mente queste riflessioni davanti all’ennesimo spot di Chebanca. Tutti gli spot della campagna per Mediobanca sono caratterizzati da ambientazioni al limiti del musical in cui il messaggio pubblicitario viene comunicato modificando le parole di canzoni molto note e vecchiotte. E’ curioso, però, che quasi tutti i brani siano stati scelti pescando dal repertorio degli anni ’60. Ed è ancora più curioso che l’unico brano molto recente della campagna ideata da Casiraghi Greco & abbia un non so che di retrò.

The boy does nothing – Alesha Dixon (Mutuo Risparmio)
E’ l’uomo per me – Mina (E’ la banca per me)
Fatti mandare dalla mamma – Gianni Morandi (Vivi la vita con Chebanca)
Cuore matto – Little Tony (C’è un conto nuovo – Conto tascabile)
Nessuno mi può giudicare – Caterina Caselli (La verità è importante)

Chissà quali sono i ragionamenti sottesi a queste scelte musicali. I copyrighter di Casiraghi Greco & avranno fatto fini considerazioni circa il target di riferimento della campagna pubblicitaria di CheBanca, oppure le scelte sono determinate semplicemente dall’anagrafica dei tre partner dell’agenzia pubblicitaria (classe 1957, 1948, 1959)? Certo che anche altre campagne realizzare dalla stessa agenzia non si discostano molto da quella pensata per CheBanca. Ecco qualche esempio:

Whatever Lola Wants – Sarah Vaughan (Bialetti)
Volare – Modugno (ING)
My baby just cares for me- Nina Simone (Milupa)

Forse, sarà solo una questione di affinità musicali, ma personalmente trovo queste scelte molto azzeccate (ma forse dipende solo dalla mia passione per gli anni ’60). Bisognerebbe chiedere a Daniel Levitin.

Articolo creato 1724

4 commenti su “CheMusica

  1. secondo me la scelta musicale evoca il periodo del boom economico , dove tutto era più semplice e a portata dimano

  2. secondo me la scelta musicale evoca il periodo del boom economico , dove tutto era più semplice e a portata dimano

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