Ma… Non è la Rai

Dopo il pasticciaccio brutto di Raisat, Masi spiega al CdA e ai sindacati le ragioni che l’hanno portato a rifiutare l’offerta di Sky. Il punto di rottura delle trattative, il “deal breaker”, sembra sia stata la volontà di Sky di includere nel prezzo dell’offerta i canali generalisti della RAI. Masi si esprime così al riguardo:

L’utilizzo gratuito per Sky di Raiuno, Raidue e Raitre e degli altri canali tematici free corrisponde ad una situazione di privilegio con un effetto traino per la propria piattaforma pay. Buona parte dell’utilizzo della piattaforma Sky è finalizzato alla fruizione delle reti generaliste Rai, senza le quali la piattaforma perderebbe la sua attrattiva quale universo digitale completo e unico

Premetto che non posso avvalorare ciò che dico con indagini di mercato. Premetto che probabilmente rappresento un consumatore atipico. Tutto ciò premesso, la tronfia ingenuità di Masi mi sembra simile a quella del neofita che si gioca una mano di poker pensando di avere colore solo perché i tre quadri e i due cuori che tiene in mano sono tutti rossi.
E’ così sicuro Masi che una persona che paga almeno 300 euro l’anno per Sky lo faccia semplicemente per la “fruizione delle reti generaliste RAI?”. Pago profumatamente per vedere un canale come FOX con le migliori serie tv in esclusiva e poi dovrei sintonizzarmi su Raidue per vedere le puntate di Lost vecchie di un anno fa? Ho la possibilità di vedere Sky Tg 24 e una marea di canali di informazione da ogni paese e di ogni tipo e poi dovrei essere interessato a vedermi il TG di Minzolini con l’imparzialità governativa che lo contraddistingue? E da cosa deriverebbe quest’effetto traino di cui parla Masi? Da Porta a Porta? Da Sottovoce? Da Giletti forse?

Per quanto mi riguarda, vedo la tv sempre meno, ma quando l’accendo mi sintonizzo raramente sui canali generalisti di Rai e Mediaset. Se ci capito ogni tanto, se mi soffermo ogni tanto su qualche programma di RAI e Mediaset attratto dalla valletta scosciata di turno, è solo perché quei canali sono memorizzati tra i primi sei del decoder Sky. Se non fossero memorizzati lì, se scomparissero dalla piattaforma di Murdoch, non farei neanche la fatica di posare il telecomando di Sky e prendere il canale del televisore per sintonizzarmi su Raiuno. E figuriamoci se andrei a comprare un decoder digitale terrestre o un altro decoder satellitare.

In altro parole, caro Masi, il fatto che Sky piazzi i tuoi tre canali generalisti in pole position, ti garantisce che uno spettatore come me, uno con cui i tuoi inserzionisti vanno sicuramente a nozze, ancora si veda di tanto in tanto Porta a Porta, così per caso. L’effetto traino di cui parli c’è, ma secondo me funziona al contrario.

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8 commenti su “Ma… Non è la Rai

  1. Beh, se è tronfiamente ingenuo Masi allora lo sono anch'io. Comunque non abbastanza per capire qual'è il problema. Non vedi la televisione? Se la vedi non vedi RAI? E che problema c'è allora, rimani con il tuo ricevitore SKY? Ti sta bene che la lista dei canali che TU puoi vedere sia gestita DA QUALCUN ALTRO (a meno di non fare i salti mortali per cambiarla)? Se sta bene a te, figurati a noi! In ogni caso i canali RAI li vedrai sicuramente, tranne i programmi che devono essere criptati e che fino a ieri, per un accordo sostanzialmente sregolato da un contratto, RAI regalava a SKY. SKY non vuole pagare ma a te i soldi li chiede!

  2. Vedi Federico, i diritti dei programma che la RAI cripta sul satellite e che prossimamente non farà più vedere agli abbonati Sky vengono pagati con i soldi del canone. Soldi versati da tutti gli italiani che possiedono un televisore, a prescindere dal fatto che siano abbonati o meno a Sky. Non vedo quindi perché la RAI abbia a pretendere soldi da Sky per dei contenuti che normalmente vengono trasmessi in chiaro su tutte le altre piattaforme.

    Per me, poi, non c'è alcun problema se la RAI dovesse decidere di uscire da Sky, figurati. E' che secondo me Masi sta ha condotto le negoziazioni con delle assunzione errate. Ma magari sono io a sbagliare.

  3. La RAI non “cripta sul satellite” i programmi tout court. La sequenza corretta è questa: alcuni programmi vengono acquistati dalla RAI (non direttamente coi soldi del canone, o perlomeno non esplicitamente) per la diffusione sul territorio italiano. Tutti gli altri devono, per obblighi verso i venditori dei diritti, essere “oscurati” fuori del territorio nazionale. Con la diffusione da terra non ci sono problemi, il segnale non arriva. Con la diffusione da satellite invece ci sono problemi, il segnale arriva a tutta Europa (perlomeno fino a quando non ci saranno i satelliti con beam ristrettissimo). Fino ad oggi, per uno scambio di favori o se preferisci per i coincidenti interessi dell'uno e dell'altro o ancora per i rapporti commerciali che li hanno legati per qualche tempo, i programmi RAI sono stati criptati per la diffusione via satellite (effettuata dalle antenne RAI) con l'algoritmo di SKY: la RAI non si è dovuta sobbarcare l'onere della creazione e gestione di una società per l'accesso condizionato e SKY ha potuto offrire ai suoi abbonati tutti i programmi.
    Oggi RAI, con una decina o anche più anni di ritardo, ha deciso di creare una società per la gestione dell'accesso condizionato ed invece di farlo in proprio ha deciso (giustamente) di aderire ad un consorzio di aziende italiane, tutte quelle che vogliono partecipare, con l'interessante ricaduta concorrenziale su tutto il traffico satellitare negli anni a venire, con l'idea di standardizzare l'EPG per tutte le emittenti che si potranno dividere i costi per la gestione di un affare che nessuno sarebbe in grado di pagare in esclusiva, oltre a non avere senso tecnico.
    Perchè RAI dovrebbe sottostare al ricatto morale degli abbonati SKY che vogliono usare proprio quel ricevitore? Nessuno impedisce a SKY di rendere il suo ricevitore funzionante anche con la criptazione Nagravision e quindi il problema non esiste, se SKY vorrà potrà tranquillamente offrire ai suoi abbonati, obbligati ad usare uno ed un solo ricevitore fornito dalla casa, anche i programmi di altri criptati con un algoritmo diverso da NDS: questa scelta avrebbe dovuto farla nel 2004, non oggi. Se la fa oggi, e la farà, è perchè oggi esiste la possibilità di concorrere e noi siamo tutti contenti, anche per SKY che invece di basarsi sul ricatto tecnico finalmente ha deciso di fare davvero televisione. Speriamo meno politica e più televisione.
    “Non vedo quindi perché la RAI abbia a pretendere soldi da Sky”: per un motivo molto semplice, la RAI non possiede i diritti per l'intero continente Europeo…

  4. So bene perché la Rai cripta i programmi sul satellite. L'ha fatto fin da quando in analogico criptava con la tecnologia “Discret” (che memoria, eh?).

    So bene anche la Rai potrebbe criptare tranquillamente in multicrypt a costi zero (come fa già adesso). Ben venga TivuSat, ma perché costringere chi ha il ricevitore Sky a dover comprare un altro decoder? La RAI potrebbe tranquillamente trasmettere per i possessori di decoder TivuSat e Sky allo stesso tempo. Il semplice fatto di far pagare a Sky dei contenuti gratuiti, escludendo una fetta di clienti che normalmente paga il canone mi sembra poco corretto.

  5. Vedi Federico, i diritti dei programma che la RAI cripta sul satellite e che prossimamente non farà più vedere agli abbonati Sky vengono pagati con i soldi del canone. Soldi versati da tutti gli italiani che possiedono un televisore, a prescindere dal fatto che siano abbonati o meno a Sky. Non vedo quindi perché la RAI abbia a pretendere soldi da Sky per dei contenuti che normalmente vengono trasmessi in chiaro su tutte le altre piattaforme.

    Per me, poi, non c'è alcun problema se la RAI dovesse decidere di uscire da Sky, figurati. E' che secondo me Masi ha condotto le negoziazioni con delle assunzioni errate. Ma magari sono io a sbagliare.

  6. La RAI non “cripta sul satellite” i programmi tout court. La sequenza corretta è questa: alcuni programmi vengono acquistati dalla RAI (non direttamente coi soldi del canone, o perlomeno non esplicitamente) per la diffusione sul territorio italiano. Tutti gli altri devono, per obblighi verso i venditori dei diritti, essere “oscurati” fuori del territorio nazionale. Con la diffusione da terra non ci sono problemi, il segnale non arriva. Con la diffusione da satellite invece ci sono problemi, il segnale arriva a tutta Europa (perlomeno fino a quando non ci saranno i satelliti con beam ristrettissimo). Fino ad oggi, per uno scambio di favori o se preferisci per i coincidenti interessi dell'uno e dell'altro o ancora per i rapporti commerciali che li hanno legati per qualche tempo, i programmi RAI sono stati criptati per la diffusione via satellite (effettuata dalle antenne RAI) con l'algoritmo di SKY: la RAI non si è dovuta sobbarcare l'onere della creazione e gestione di una società per l'accesso condizionato e SKY ha potuto offrire ai suoi abbonati tutti i programmi.

    Oggi RAI, con una decina o anche più anni di ritardo, ha deciso di creare una società per la gestione dell'accesso condizionato ed invece di farlo in proprio ha deciso (giustamente) di aderire ad un consorzio di aziende italiane, tutte quelle che vogliono partecipare, con l'interessante ricaduta concorrenziale su tutto il traffico satellitare negli anni a venire, con l'idea di standardizzare l'EPG per tutte le emittenti che si potranno dividere i costi per la gestione di un affare che nessuno sarebbe in grado di pagare in esclusiva, oltre a non avere senso tecnico.

    Perchè RAI dovrebbe sottostare al ricatto morale degli abbonati SKY che vogliono usare proprio quel ricevitore? Nessuno impedisce a SKY di rendere il suo ricevitore funzionante anche con la criptazione Nagravision e quindi il problema non esiste, se SKY vorrà potrà tranquillamente offrire ai suoi abbonati, obbligati ad usare uno ed un solo ricevitore fornito dalla casa, anche i programmi di altri criptati con un algoritmo diverso da NDS: questa scelta avrebbe dovuto farla nel 2004, non oggi. Se la fa oggi, e la farà, è perchè oggi esiste la possibilità di concorrere e noi siamo tutti contenti, anche per SKY che invece di basarsi sul ricatto tecnico finalmente ha deciso di fare davvero televisione. Speriamo meno politica e più televisione.

    “Non vedo quindi perché la RAI abbia a pretendere soldi da Sky”: per un motivo molto semplice, la RAI non possiede i diritti per l'intero continente Europeo…

  7. So bene perché la Rai cripta i programmi sul satellite. L'ha fatto fin da quando in analogico criptava con la tecnologia “Discret” (che memoria, eh?).

    So bene anche la Rai potrebbe criptare tranquillamente in multicrypt a costi zero (come fa già adesso). Ben venga TivuSat, ma perché costringere chi ha il ricevitore Sky a dover comprare un altro decoder? La RAI potrebbe tranquillamente trasmettere per i possessori di decoder TivuSat e Sky allo stesso tempo. Il semplice fatto di far pagare a Sky dei contenuti gratuiti, escludendo una fetta di clienti che normalmente paga il canone mi sembra poco corretto.

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