Quel pasticciaccio brutto di Raisat

RAISATProbabilmente pochi di voi saranno toccati dal fallimento delle negoziazioni tra Rai e Sky che ha portato all’eliminazione dei canali Raisat dalla piattaforma Sky, ma mi preme definire i contorni di una linea di condotta (quella del direttore Masi) di cui giustamente il CdA della RAI non ha voluto nemmeno prendere atto. Non potrà non risultare evidente come la trattativa sia stata portata avanti con il deliberato intento di non giungere a un accordo con Sky in vista dell’iniziativa Tivu Sat, una mini piattaforma satellitare nata da un accordo tra Rai, Mediaset e La7. Se tutto ciò avesse un fine strategico che portasse reali benefici economici all’azienda RAI e ai suoi utenti (che per legge pagano un canone annuo), non perderei tempo a scriverne. Tuttavia, si fa fatica a capire i motivi d’una scelta aziendale che arrecherà un notevole pregiudizio alla RAI e un impoverimento dell’offerta per i suoi utenti.

Sky ha proposto alla RAI 50 milioni di euro l’anno di minimo garantito per un contratto settennale che comprendesse cinque canali: Raisat Extra, Raisat Premium, Raisat Cinema, Raisat Yoyo, Raisat Smash. Un’offerta generosa? Vediamo. Considerando che Sky ha raggiunto 4,8 milioni di abbonati, l’offerta avanzata da Sky paga i cinque canali Raisat circa € 10 euro per abbonato. Il cliente Sky che volesse vedere tutti i canali Raisat dovrebbe abbonarsi al pacchetto “Mondo” (comprendente una cinquantina di canali a pagamento) dal costo annuo di € 358. Grosso modo Raisat si sarebbe beccata il 3% di ciò che il cliente paga per il pacchetto Mondo. Non mi sembra male considerando che dei cinque canali di Raisat due sono canali per bambini dai contenuti non proprio esclusivi e che gli altri, ad eccezione di Raisat Premium e Raisat Cinema, propongono più che altro repliche e programmi dei canali terrestri (che quindi non comportano costi particolari per la RAI). Non che la cinquina Raisat sia da buttare, per carità, ma sicuramente nessuno dei 4,8 milioni di abbonati ha deciso di prendere il pacchetto base di Sky per vedere Raisat Extra. La RAI avrebbe invece richiesto quattro volte tanto: 200 milioni l’anno, € 40 l’anno per ogni abbonato, ovvero il 12% del costo del pacchetto base “Mondo”. Troppo? Sicuramente c’era margine negoziale a partire dai € 50 milioni offerti da Sky, ma quadruplicare la cifra di partenza quando non stai vendendo i diritti del calcio (bensì qualche replica del palinsesto RAI) e quando stai trattando con quello che sostanzialmente è un monopolista sul mercato della diffusione via satellite (a chi altro potrebbe vendere i suoi canali Raisat?) mi sembra, per esser carini, sconsiderato. Fatto sta che dal primo agosto i canali Raisat hanno cessato di essere diffusi via satellite e Raisat adesso è posta di fronte all’alternativa tra chiudere baracca e burattini (stiamo parlando comunque di un laboratorio interessante che ha saputo valorizzare nel tempo i contenuti RAI) oppure diffondere il tutto sul digitale terrestre e sulla piattaforma lanciata insieme a Mediaset e La7, Tivu Sat, sperando di raccogliere 50 milioni di euro l’anno con le entrate pubblicitarie. Sembrerebbe che l’orientamento generale sia a favore di quest’ultima velleitaria opzione: in un periodo di crollo del mercato pubblicitario e con 4,8 milioni di utenti “pregiati” già sulla piattaforma Sky, la vedo dura raccogliere pubblicità su cinque canali che diffondo qualche replica di Montalbano e di Porta a Porta con una tecnologia (il digitale terrestre e la zoppicante Tivu Sat) che non copre neanche il 100% della popolazione italiana.

Intanto Sky è già corsa ai ripari (avendo previsto per tempo un “contingency paln” in caso di fallimento delle trattative, una prudenza non usata evidentemente da Raisat che ha chiuso in fretta e furia il suo sito per manutenzione e ha interrotto momentaneamente la trasmissione di ogni programma da ogni piattaforma). Raisat Cinema è stata sostituita da Sky Cinema Italia; i due canali per bambini da Nick Junion e Baby TV; Raisat Extra da Fox Retro e da Sky Uno che trasmetterà il David Letterman Show in esclusiva per l’Italia (che era un po’ il pezzo forte di Raisat Extra, l’unico motivo per cui mi sintonizzavo su quel canale con una certa regolarità). Stando così le cose è molto improbabile che Sky torni sui suoi passi con una controfferta e la patata bollente Raisat al rientro delle vacanze diventerà sempre più calda per il direttore Mauro Masi, puro genio nella negoziazione.

Come se non bastasse, per ripicca, la RAI ha dichiarato che cripterà parte dei suoi contenuti di Rai1, Rai2 e Rai3 agli abbonati Sky. E qui c’è bisogno di un piccola spiegazione di carattere tecnico.

Normalmente le emittenti nazionali acquistano diritti di trasmissione per eventi sportivi e film limitatamente al proprio paese di appartenenza. L’Uefa ad esempio vende i diritti della Champion’s League n volte per n paesi. La Rai, dalla notte dei tempi, trasmette tutti i suoi canali in chiaro dai satelliti Hot Bird orbitanti a 13° est (gli stessi utilizzati da Sky). Lo fa sia per ragioni di carattere tecnico (ad esempio per alimentare il segnale diffuso dai ripetitori terrestri), sia per servire quel bacino di utenti non raggiunti dal segnale terrestre (zone montane, italiani all’estero). Purtroppo (anzi, per fortuna) il segnale di Hot Bird raggiunge un’area geografica ampissima che va dalle Canarie, fino al Medio oriente, dal Nord Africa a Capo Nord e la RAI è quindi obbligata a criptare il proprio segnale via satellite quando trasmette una partita per la quale non possiede i diritti all’estero. Guidata dal buon senso, la RAI in questi anni ha inserito nel proprio segnale digitale dei “bit” di informazione che consentissero ai decoder di Sky di decriptare il segnale. Così ci guadagnano tutti: la RAI continua a servire la propria utenza non raggiunta dal segnale terrestre senza violare i diritti di trasmissione e senza dover vendere dei decoder a parte a chi paga il canone (come fa televisione svizzera, ad esempio); l’abbonato Sky può continuare a vedere l’intera programmazione RAI senza dover comprare altri decoder. Ricordiamo inoltre che per vocazione, in quanto canale gratuito, la RAI ha tutto da guadagnare da una maggiore diffusione.

Cosa succederà adesso? La Rai sembra intenzionata a consentire la visione dei propri contenuti criptati dei canali terrestri solo sulla piattaforma Tivu Sat (e sul digitale terrestre ovviamnte). Si tratta di una piattaforma satellitare gratuita avviata da Rai, Mediaset e La7 per la cui visione l’utente deve solo acquistare un decoder ad hoc. L’iniziata Tivu Sat è di per sé positiva perché consente a chi non riceve il segnale terrestre di vedere la totalità della programmazione Rai senza dover per forza prendere un abbonamento a Sky. Ma perché togliere agli abbonati di Sky la possibilità di decriptare il segnale di una programmazione (quella della RAI) per la quale pagano, come tutti, un canone per legge? “Che comprino un decoder digitale terrestre o il decoder di Tivu Sat”, dice Masi. In un momento in cui gli ascolti sulle reti generaliste sono rosicchiati da Internet e dall pay tv, mi sembra un’ottima strategia. Stiano pur certi in Viale Mazzini i mondiali li vedrò su Sky Sport (e tanto peggio per la Sipra e i suoi inserzionisti).

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3 commenti su “Quel pasticciaccio brutto di Raisat

  1. OK
    TUTTO CIO' CHE DICI NON FA UNA PIEGA
    E AGGIUNGEREI
    L'ASSASSINO TORNA SUL LUOGO DEL DELITTO
    OVVERO COME VENDERE I DECODER DI PAOLO BERLUSCONI 2
    SALUTI
    RUGGERO

  2. salute a tutti
    premessa: non sono un esperto
    fino a qualche tempo fa ricevevo regolarmente i canali raisat e raicinema
    da qualche giorno li ricevo molto male oppure il senale risulta totalmente assente,qualche anima pia mi puo dare luni?
    grazie

  3. salute a tutti

    premessa: non sono un esperto

    fino a qualche tempo fa ricevevo regolarmente i canali raisat e raicinema

    da qualche giorno li ricevo molto male oppure il senale risulta totalmente assente,qualche anima pia mi puo dare luni?

    grazie

I commenti sono chiusi.

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