Oh Carol!

Ho scritto talmente spesso su una possibile aggregazione (alleanza, acquisizione, etc.) tra Microsoft e Yahoo! che mi sembra doveroso aggiungere i miei due cent ora che che è stato siglato questo controverso accordo tra le due società.

Per chi di voi non si sia preso la briga di andare a leggersi i comunicati originali delle due società e si sia affidato solo ai sommari e strampalati racconti della nostra stampa generalista, riassumo brevemente i termini dell’accordo. Nessuno ha comprato nessuno. Semplicemente d’ora in avanti Yahoo! integrerà nel proprio sito il motore di ricerca di casa Microsoft (Bing). Quando farete una ricerca su yahoo.com, la farere in realtà con Bing. Yahoo! gestirà in esclusiva la raccolta pubblicitaria per le ricerche (solo per le ricerche, non per i banner) su yahoo.com, su bing.com e su tutte i siti del network Msn. La tecnologia utilizzata per la gestione degli spazi pubblicitari sarà Microsoft’s AdCenter platform (anche per le ricerche fatte su yahoo.com). Microsoft comunque si riserva il diritto di utlizzzare gli algoritmi esistenti di Yahoo! per migliorare il proprio motore di ricerca e la propria piattaforma di gestione degli spazi pubblicitari.

L’accordo avrà una durata di dieci anni e non prevede alcun pagamento anticipato da parte di Microsoft che, in cambio, riconoscerà a Yahoo! un compenso dell’88% sui ricavi pubblicitari generati dal network Yahoo! e dei minimi garantiti nei primi 18 mesi in cui l’accordo sarà operativo. Non sono ancora riuscito a capire dopo i primi cinque anni quale sarà il TAC (traffic acquisition cost) che Microsoft riconoscerà a Yahoo! sui ricavi pubblicitari.

In soldoni funzionerà così.

Se andate su yahoo.com vedrete ancora il logo yahoo. Se cercate la frase “allungamento del pene”, utilizzere il motore di ricerca di microsoft, ma i risultati verranno sempre esposti con il logo di yahoo.com e con una piccola nota a pie di pagina del tipo “powered by bing”. La pubblicità sulle varie cliniche di chirurgia estetica che hanno comprato la keyword “pene” sarà fornita dalla piattaforma Microsoft e sarà stata venduta da Yahoo!. Se cliccate su uno dei link sponsorizzati, l’inserzionista pagherà 100 a Microsfot che a sua volta girerà 88 a Yahoo!.
Se andate su bing.com, invece, rimarrà tutto come adesso, solamente che i link sponsorizzati che vedrete saranno stati venduti da Yahoo!. Se cliccate sulla famosa pubblicità della clinica di chirurgia estetica, l’inserzionista pagherà a Microsoft 100 e Microsoft si terrà 100.
L’inserzionista che oggi invece vuole comprare una “keyword” senza andare da Google, potrà farlo rivolgendosi a Yahoo.com, sapendo che la sua pubblicità finirà sul network allargato “Yahoo! + Microsoft/Bing”.

I risvolti economico/finanziari sono tutto sommato buoni. Yahoo! potrà ridurre sensibilmente investimenti e costi operativi e per metà della durata dell’accordo si beccherà ancora una buona quota di ricavi pubblicitari generati sul proprio network. Epperò, l’immagine di Yahoo! ne esce malissimo: da internet company pioniere della ricerca sul web, viene ridotto ad un agente pubblicitario. Nella partership vengono gettati via gli algoritmi Yahoo! per le ricerche testuali, per non parlare della famosa piattaforma Panama per la gestione degli spazi pubblicitari, costata mesi e mesi di sviluppo. Yahoo! viene ridotto a semplice agente commerciale e ciò non può che dispiacere agli azionisti. Microsoft, senza pagare nulla come upfront, raddoppia invece la propria quota di mercato sulle ricerche testuali e si beccherà la forza commerciale di Yahoo! pagando relativamente poco. Alla lunga, quando la gente capirà che fare una ricerca su Yahoo! vuol dire farla con Bing.com, andrà direttamente su Bing.com. e bey bye Yahoo!

Per fare un’analogia con qualcosa di più “old economy”, è come se domani Toyota facesse un accordo con Fiat di questo tipo:

– Toyota non compra azioni Fiat
– Toyota non paga nessun anticipo a Fiat
– Toyota fabbricherà tutti gli attuali modelli Fiat nei propri impianti e con la propia tencologia
– Toyota continuerà a fabbricare anche i propri modelli
– In Italia la rete commerciale e i concessionari Fiat venderanno sia Fiat, sia Toyota.
– Sulle vendite della 500 Fiat si beccherà l’89% del margine, sui veicoli Toyota nulla

E’ il tipo d’accordo che farebbe un’azienda alla canna del gas e questo gli analisti l’hanno capito. Non si stupisca quindi Carol Bartz se le azioni Yahoo! abbiano subito un tracollo dopo l’annuncio dell’accordo e la prossima volta curi meglio la comunicazione: non puoi promettere “boatloads of money” da un accordo con Microsoft (“boatloads” è un virgolettato che rimane impresso) e poi utilizzare nel comunicato ufficiale dell’accordo con Microsoft l’espressione “boatloads of value”. Io avrei evitato l’utilizzo dell’espressione boatloads, evocativo di un piccole errore di comunicazione e di un abbaglio strategico.

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