Dl 78/2009

Qualche mese fa, lamentandomi del pressappochismo con cui il nostro legislatore fa il suo lavoro, scrivevo:

Gli ultimi mesi hanno offerto uno spettacolo desolante caratterizzato da interventi goffi e bozze di emendamenti redatte con pressappochismo, corrette in corsa e per approssimazioni successive.

Il caso odierno del cosiddetto Decreto Anticrisi, che sarà licenziato domani in Senato, ma che verrà subito emendato in alcune importanti parti da un nuovo decreto legge “correttivo” da approvarsi già l’indomani (venerdì), mi sembra emblematico di questa cronica assenza di qualità nei contenuti e nelle forme con cui si legifera in Italia. (tra l’altro un’errata corrige era già stata fatta alla Camera)

Vorrei poi soffermarmi su questa malsana abitudine di affibbiare dei nomi di marketing ai decreti: “il milleproroghe”, “il salvaquesto”, “il decreto sicurezza” e… “il decreto anticrisi”. E’ una deriva comunicativa diffusa da Palazzo Chigi e abracciata dalla nostra stampa che consente al legislatore di inserire all’interno dello stesso testo una serie di norme disorganiche e disomogenee di cui si fa fatica a sapere senza un attento lavoro di analisi (che dovrebbe fare la stampa, ma che non sempre fa vuoi per incompetenza, vuoi per volontaria distrazione). Ad esempio. Cosa c’entra lo Scudo Fiscale con il decreto anticrisi? Eppure il testo è tutto lì dentro. E la regolarizzazione delle badanti? Tutto lì dentro. I potere di indagine della Corte dei Conti? Tutto lì dentro. La missione in Afghanistan (e poi Libano e Albania)? Lì dentro. Una riforma importantissima come quella del nostro sistema previdenziale che meriterebbe una discussione a parte? Tutto buttato lì dentro. Andiamo avanti scorrendo la lista preparata dal sole 24 ore: c’è il rimborso dei bond alitalia; misure su Enac e Enav; potenziamento della rete elettrica; scioglimento agevolato degli organi amministrativi delle società interamente partecipate da enti locali (viva lo spoil system); la “Pornotax”; Sfratti; nomina dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina che riceve anche un contributo di 1,3 miliardi (sì, avete letto bene). E’ tutto anticrisi.

Se poi vi annoiate aspettando la partenza verso lidi meno torridi e più ameni, provate solo a scorrere la selva deidocumenti che hanno accompagnato alla Cameria dei Deputati i lavori di conversione in legge del DL 78/2009 (non lo chiamerò Anticrisi). Il tenore delle discussioni in assemblea è raccapricciante e i contenuti dei documenti delle varie commissioni fanno capire da dove proviene tutto questo pressappochismo.

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4 commenti su “Dl 78/2009

  1. Articole 11 quater del Ddl approvato dalla Camera

    Art. 11-quater
    (Addizionale sulla produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza).

    1. Per l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, possono essere sottoscritti accordi di collaborazione ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, tra l'Agenzia delle entrate, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Direzione generale per il cinema e la Direzione generale per lo spettacolo dal vivo del Ministero per i beni e le attività culturali, il Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

    2. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, ulteriori rispetto a quelle già previste ai sensi dell'articolo 31 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, accertate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sono riassegnate al Ministero per i beni e le attività culturali per interventi a favore del settore dello spettacolo.

  2. Articole 11 quater del Ddl approvato dalla Camera

    Art. 11-quater

    (Addizionale sulla produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza).

    1. Per l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, possono essere sottoscritti accordi di collaborazione ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, tra l'Agenzia delle entrate, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Direzione generale per il cinema e la Direzione generale per lo spettacolo dal vivo del Ministero per i beni e le attività culturali, il Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

    2. Le maggiori entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 1, comma 466, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, ulteriori rispetto a quelle già previste ai sensi dell'articolo 31 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, accertate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, sono riassegnate al Ministero per i beni e le attività culturali per interventi a favore del settore dello spettacolo.

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