Una mela al giorno

Si sa che gli organi di informazione nostrani (ma anche quelli dei paesi vicini) non sono particolarmente rigorosi e puntuali nel riportare le notizie. Quando poi si tratta d’attualità economico-finanziaria le piccole imprecisioni quanto gli errori marchiani sono all’ordine del giorno sulla stampa ordinaria, ma anche sulla sedicente stampa specializzata.
La statistica è il campo minato del giornalista economico, che solitamente riporta una gran quantità di dati sciorinando variazioni percentuali di ogni tipo senza alcuno spunto critico. L’errore tipico che dopo anni di lettura di quotidiani non ho ancora imparato a tollerare è questo: “incremento del 20% delle vendite a giugno” (rispetto al mese precedente? rispetto al mese di giugno dell’anno precedente? nel semestre? Non è datato saperlo). La frase in sé non vuol dire nulla ed è del tutto fuorviante. Le percentuali sono un’arma di suggestione con cui si riesce a far credere tutto e il contrario di tutto, specialmente se inserite in un articolo di giornale. Ecco un esempio.

Diciamo che in un anno normale un fruttivendolo vende 20 mele nel primo trimestre, 30 nel secondo, 20 nel terzo e 30 nel quarto: complessivamente avrà venduto in un anno 100 mele. Nella seconda metà del 2008 fallisce Lehman Brothers, l’economia si ferma e negli ultimi due trimestri vende solo 10 mele chiudendo il 2008 con vendite di 60 mele (20 nel 1Q, 30 nel 2Q, 5 nel 3Q e 5 nel 4Q) e quindi con un calo del 40% rispetto al 2007.
Inizia il 2009 e nel primo trimestre il fruttivendolo vende 4 mele. Il Mele 24 ore commenterà così: variazione negativa rispetto al trimestre precedente; l’economia è ancora in recessione. Il ministro dell’economia TreMele commenterà dicendo: il calo delle vendite rispetto al trimestre precedente è del 20% ed è meno severo rispetto al -40% dell’anno precedente; stiamo peggiorando più lentamente, che bello!
Durante il secondo trimestre il governo introduce degli incentivi per i golosi di mele Golden del Trentino e il fruttivendolo riesce a vendere 15 mele nel secondo trimestre. Il Mele 24 ore titolerà: “le vendite di mele sono più che triplicate rispetto al trimestre precedente; boom grazie degli incentivi”. Il ministro TreMele dirà: “l’economia sta ripartendo”. Cyberdany.com invece osserverà da queste pagine: “ragazzi, in sei mesi il fruttivendolo ha venduto solo 19 mele mentre nello stesso periodo del 2007 e del 2008 ne aveva vendute 50; parliamo di una flessione di fatturato ancora nell’ordine del 60% e questo nonostante gli incentivi di mele Golden del Trentino”.
Gli incentivi proseguono per tutta la fine dell’anno ed il fruttivendolo venderà 15 mele nel terzo trimestre e 20 nel quarto trimestre. Il Mele 24 ore scriverà che nel secondo semestre del 2009 si sono vendute il 250% in più di mele rispetto allo stesso semestre del 2008. Il che è vero, ma fuorviante visto che nell’ultimo semestre le vendite erano state bassissime (solo 10 mele). L’anno si chiude complessivamente con 54 mele vendute, e cioè con calo del 10% rispetto alle 60 mele del 2008. Il ministro TreMele dirà che è un ottimo risultato visto che la variazione annua nell’anno precedente era stata quattro volte superiore (-40%). Sempre il ministro, poi, redige il documento di programmazione economico finanziaria in cui annuncia con giubilo che nel 2010 si tornerà alla crescita delle vendite di mele con un incremento del 10%. Tradotto in cifre significa che il fruttivendola venderà cinque mele in più rispetto all’anno precedente sfiorando a malapena quota 60 mele (cioè le stesse vendite realizzate a fine 2008 quando tutti piangevano).

Ecco, il fruttivendolo nel 2010 continuerà a vendere 40 mele in meno rispetto ai bei tempi andati e deve sperare che nei prossimi sei anni si continui a crescere con tassi del 10% prima di tornare agli stessi livelli del 2007.

Non ci avete capito niente? Normale. Basterebbe che i giornali, soprattutto quelli economici, riportassero una tabellina di questo tipo da cui poi ognuno possa tratte le proprie conclusioni:

melec.jpg

Invece ogni volta che escono dati sul Pil, sulle immatricolazioni di auto, sugli utili aziendali, sulla disoccupazione, etc, ci si dilunga in lunghi articoli molto discorsivi in cui gli unici numeri che si riescono a leggere sono percentuali fuorvianti e senza senso.

Tutti noi sappiamo che il Pil italiano nel 2009 subirà un calo compreso tra il 5% e il 6%. Ma qualcuno sa, senza andare su Google, a quanti trilioni di euro si attesterebbe? Ve lo dico io. Nel 2008 il Pil italiano era di € 1,572 trilioni di euro. Se si realizzasse il calo previsto da Bankitalia del 5,9% torneremmo a quota € 1,479 trilioni. Qualcuno sa in quale anno il Pil italiano era vicino a quella cifra? Ve lo dico io. Considerando l’inflazione di questi anni, corrisponde al pil del 2000. In un anno ci siamo mangiati nove anni di crescita (modestissima). Nel 2010 le cose andranno molto meglio: Bankitalia dice che non cresceremo e TreMele (pardon, Tremonti) dice che cresceremo dello 0,5%.

Articolo creato 1724

3 commenti su “Una mela al giorno

  1. “I numeri sono dei vigliacchi, basta torturarli un po’ e risci a fargli dire quello che vuoi” (Bertrand Russel). Le statistiche economiche non sfuggono alla regola generale, anzi sono lo strumento di tortura più utilizzato.

  2. Concordo con la tua critica, anche se dai miei ricordi di econometria, in presenza di uno shock esogeno non ha senso usare i valori passati per modellare future osservazioni. Non si confrontano mele con pere 🙂

  3. Certo che è strano: la produzione sta calando e questo l’abbiamo capito.
    Da più parti , vedi il signor Draghi, si dice che si corre il risco di deflazione e si propone di diminuire ancora la produzione onde evitare un calo ulteriore dei prezzi , che immagino sia visto come fatale per le economie costose del vecchio continente.
    Poi escono fuori le statistiche che ci informano che si risale e che si cerca di far di tutto per ritornare ai livelli produttivi di prima (in barba alla deflazione)
    C’è qualcosa che non mi torna!!!
    e vai col tango.

I commenti sono chiusi.

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto