Codice Goldman

E’ di oggi la notizia che nel bel mezzo dell’Independence Day l’FBI ha arrestato a Newark un ex dipendente di Goldman Sachs (un informatico) con l’accusa di spionaggio industriale. Il malfattore sorpreso con le mani nella marmellata si chiama Sergey Aleynikov e durante il suo ultimo giorno di lavoro ha trasferito su un server tedesco (probabilmente intestato a lui stesso) 32 megabyte del codice sorgente di un programma utilizzato dalla banca d’affari americana per l’esecuzione automatizzata e rapidissima di strategie di trading su diversi mercati finanziari (azioni, derivati, materie prime, etc.).

La notizia potrebbe anche passare inosservata se non ci si chiedesse perché mai l’FBI si sia mossa con un clamoroso arresto in aeroporto il 4 luglio. Senza voler scomodare teorie del complotto e cospirazioni degne solo di scadenti copioni holliwoodiani, ricordo solo che il modo in cui Goldman Sachs faccia profitti è un mistero anche per i più sofisticati analisti. Non è quindi così peregrino pensare che il codice trafugato da Aleynikov avrebbe potuto gettare un po’ di luce su come Goldman Sachs abbia costantemente macinato utili da trading con un’impressionante costanza.

Dal momento che negli Stati Uniti non è ancora uscito alcun decreto sulle intercettazioni e che i giornalisti non vengono messi sotto chiave per la pubblicazione di atti giudiziari, il Financial Times ha pubblicato l’affidavit dell’agente dell’FBI McSwain in cui vengono descritti nei dettagli le indagini e il colpaccio di Aleynikov.

Un dettaglio mi ha colpito:

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In un periodo in cui non si fa che parlare di moderazione sugli stipendi nelle banche d’affari, in un momento in cui si tagliano gli stipendi dei migliori trader, Goldman Sachs spende 400.000 dollari l’anno per un programmatore informatico? Quante altre persone fanno parte del team di Aleynikov e quanto spenderà complessivamente Goldman Sachs per il perfezionamento del suo “codice”?

Se un uomo con un salario di 400.000 dollari si licenzia e rischia di commettere un crimine che lo espone alle grinfie dell’FBI, quanto potranno mai valere i 32 megabyte di codice che Aleynikov ha trasferito su un server tedesco?

Da tutta la vicenda emerge un dato di fatto. Goldman Sachs dovrebbe spendere meno per i programmatori informatici e più per la sicurezza se un dipendente dimissionario nel suo ultimo giorno di lavoro riesce ad inviare del codice sorgente prezioso ad un server anonimo dall’altra parte dell’oceano.

Articolo creato 1724

5 commenti su “Codice Goldman

  1. Dice l’Economist: “The average pay-packet of its 24,000 staff last year was $520,000—and that includes a lot of assistants and secretaries.”

    Mica prendeva tantissimo insomma 🙂

  2. Lo stipendio dipende da quanto è bravo e “unico” dal punto di vista tecnico il programmatore informatico. Può anche darsi che sia ragionevole.

  3. La conoscenza degli algoritmi genetici e delle reti neurali non è cosa semplice, probabile che avesse delle competenze anche in questo settore.

    Certo che se il codice era di soli 32Mb una bella chiavetta e nessuno se ne accorgeva.

    Jak

  4. Certo che se il codice era di soli 32Mb una bella chiavetta e nessuno se ne accorgeva.

    stavo per scrivere la stessa cosa…

I commenti sono chiusi.

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