Carta canta

In questi giorni gli addetti ai lavori parlano molto del recepimento della direttiva 2004/109/CE (Transparency).
La stampa italiana sembra essere interessata morbosamente, in particolar modo, a quella parte della normativa che va a modificare quegli arcaici obblighi di pubblicità cui sono soggette le società che hanno emesso strumenti quotati. Quest’ultime erano tenute a pubblicare su almeno un quotidiano a diffusione nazionale gli avvisi relativi ai conti consuntivi, ai bilanci, alla convocazione di assemblee.
Il recepimento della Consob è un malriuscito tentativo di salvare capra e cavoli:

– saranno pubblicati su web (e non più sui quotidiani) gli avvisi relativi alla disponibilità di situazioni contabili e bilanci;

– continuerà ad essere obbligatoria, ma solo provvisoriamente (fino a quando?), la pubblicazione su quotidiani di prospetti informativi (tombstone), di comunicazioni sull’esercizio dei diritti e dunque l’approvazione della distribuzione di dividendi, la convocazione delle assemblee, le informazioni sulla conversione degli strumenti finanziari, nonche’ gli avvisi degli emittenti di obbligazioni non quotati, dei diritti inoptati e tutti gli estratti dei patti parasociali.

E’ inutile star qui a spiegare che nel 2009 ci sono mezzi ben più efficienti ed economici per rendere edotta la comunità degli investitori della convocazione di un’assemblea o per pubblicare un prospetto informativo di 120 pagine, eppure la carta stampata, in crisi per il crollo delle inserzioni pubblicitarie, se l’è presa a male e non contenta del contentino sguinzaglia illustri accademici come il prof. Quadro Curzio che dice: “la pubblicazione dei prospetti su carta rimane un supporto cruciale dell’investitore“.

Mi chiedo: il prof. Curzio ha mai provato a leggere un prospetto pubblicato su Il Sole 24 ore, su una carta di pessima qualità e scritto con un carattere minuscolo (corpo 6 al massimo) per risparmiare sul costo di pubblicazione? “Un supporto cruciale dell’investitore” ? Io obbligherei, anzi, le società a pubblicare dei file PDF che possano essere stampati e comodamente letti senza dover spendere soldi e diottrie per leggere i prospetti su Il Sole 24 ore.

Il premio per l’affermazione più ridicola, però, lo vince senz’altro il presidente della FIEG Carlo Malinconico (nome omen) che dichiara: “nutro dubbi sulla forza di penetrazione della rete“. Si preoccupi invece della forza di penetrazione dei quotidiani le cui tirature calano del 10% ogni anno.

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