Social earthquake

Terremoto al grado 2.0 della scala RichterIn piena fase REM, intorno alle 3.30, irrompe nelle tue fantasie oniriche una prolungata scossa di terremoto. Il letto traballa e cigola. Vedi nella penombra la libreria che si muove ondulante e senti nella notte il latrato di cani allarmati insieme alle grida dei gabbiani (sì, ormai a Roma ci sono i gabbiani) svegliati come te in piena notte dalla scossa sismica.

Non ci vuole molto a capire di cosa si tratta, soprattutto dal momento che qualche ora prima si era letto di una lieve scossa in Romagna. Il primo riflesso è quello di localizzare l’epicentro e capire se il tuo allarmismo è esasperato dall’eccezionalità dell’evento o se effettivamente si tratta di una cosa seria. Vent’anni fa avrei subito acceso il televisore sintonizzandomi sulla RAI e poi consultando la pagina 101 di televideo. Cinque anni fa avrei acceso il computer e mi sarei collegato su repubblica.it o corriere.it alla ricerca di aggiornamenti. Ieri, senza neanche alzarmi dal letto, ho agguantato l’iPhone e mi sono collegato ai principali siti di informazione. Ovviamente, nell’immediatezza del momento e nel cuore della notte, nessuna redazione riportava la notizia. Ora non so se la consultazione dei social network sia in cima ai protocolli indicati da Bertolaso per questo tipo di emergenza, ma nell’impossibilità di reperire notizie freschissime sui classici siti, mi sono chiesto: “vediamo un po’ che dicono i miei amici su Facebook”. Una ragazza (senz’altro geek almeno tanto quanto il sottoscritto) aveva aggiornato proprio in quel momento il suo status message scrivendo: “appena svegliata dal terremoto”. Era già qualcosa, ma Facebook poteva darmi aggiornamenti provenienti solo da quei duecento amici collegati con me su quel network. Poi, sempre sonnecchiando con l’iPhone in mano, mi sono detto che che su Twitter probabilmente avrei avuto aggiornamenti più solleciti e provenienti da una pletora di utilizzatori ben più ampia di Facebook. Detto, fatto. Cerco la parola “terremoto” su Twitter e ricevo in tempo reale gli aggiornamenti di migliaia di utenti in tempo reale da tutta Italia e dal mondo. In pochi minuti, prima di Ansa, Repubblica e Cnn, apprendo subito che l’epicentro era nei pressi dell’Aquila e, con una puntualità e una precisione incredibili e migliori di qualsiasi telescrivente, scopro prima di addormentarmi che l’intensità è stata di 6.5 sulla scala Richter.

C’è voluto un terremoto, ma finalmente ho capito perché gli azionisti di Twitter non hanno accettato la generosa offerta di 500 milioni di dollari da parte di Facebook e perché pare che Google cominci a fare la corte a Twitter.

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