Acquisti mobili

sdk_icon1.pngLa prima volta che acquistai un brano su iTunes, lo feci più per curiosità tecnologica che per reale necessità. Potevo certo scaricare la stessa canzone da diversi network P2P in formato mp3, libera da protezioni DRM e senza dover sborsare un centesimo. Il vezzo dell’early adopter, però, e il costo contenuto (cosa saranno mai 99 centesimi?) mi spinsero ad aprire un account su iTunes e comprare una canzone: si sceglie un nome utente, una password, si inseriscono i propri dati, la propria carta di credito e il gioco è fatto.

Qualche mese dopo mi viene lo schiribizzo di comprare un album di Mina un po’ datato: niente che si potesse trovare agevolmente sui noti network e di uscire a cercarlo in un negozio di dischi non se ne parlava neanche. Apro iTunes ed effettivamente trovo l’album. Mi basta cliccare su “Acquista”, inserisco la mia password e il download parte automaticamente senza che io debba neanche tirar fuori la mia carta di credito. L’operazione è tanto semplice che persino i miei “vecchi”, molto restii a scrivere 16 numeri magici su internet, una volta superato il rito di iniziazione (cioè la creazione dell’account), comprano musica su internet con molta disinvoltura e piuttosto regolarmente.

A luglio 2008 mi arriva tra le mani il famoso iPhone 3G. Tra le caratteristiche più interessanti c’è la possibilità di aggiungere applicazioni di terze parti (gratuite e a pagamento) da acquistare con l’iPhone direttamente su App Store. Di primo acchitto pensai che sarebbe stato molto difficile far tirare fuori la carta di credito ad acquirenti occasionali con un teleofnino in mano. Invece l’acquisto delle applicazioni avviene tramite il medesimo account di iTunes: basta inserire la password di iTunes per far addebitare la carta di credito senza costringere l’utente alla noiosa compilazione di form con numeri interminabili e codici di sicurezza. Pochi se ne sono accorti, ma integrando l’account di iTunes con l’iPhone e permettendo all’utente di comprare anche prodotti diversi dai brani musicali, Apple si era appena dotato di un potentissimo strumento in nuce per la gestione di pagamenti con dispositivi portatili. Uno strumento peraltro molto redditizio dal momento che sui ricavi generati dalla vendita di applicazioni di terze parti Apple trattiene il 30% del valore della transazione.

Fino a ieri, un account di iTunes poteva essere utilizzato su iPhone solo per acquistare brani musicali e applicazioni, ma dopo la nuova versione del sistema operativo presentata ieri (iPhone 3.0) cambieranno parecchie cose. Dell’attesa presentazione Apple di ieri si è dato molto risalto all’introduzione del copia/incolla, al supporto degli MMS e delle notifiche “push”, ma è passata in sordina una nuova feature chiamata in-app purchase. Apple permetterà agli sviluppatori di inserire nelle proprie applicazioni la possibilità per l’utente di acquistare contenuti aggiuntivi sfruttando lo stesso account che già utilizzano per iTunes. Le possibilità sono infinite. Mi viene in mente un’applicazione di Amazon che permetta all’utente di acquistare direttamente da iPhone i libri da leggere in formato elettronico. Per non parlare di tutti i quotidiani e magazine che vorrebbero offrire contenuti premium a pagamento (non voglio discutere qui della bontà di quel business model, ma di quanto una piattaforma come “in-app purchase” vi si adatti alla perfezione). Che dire poi dei tanti siti di scommesse o di poker texano?

E’ sorprendente, un case history fantastico per una business school, il modo in cui Apple nel giro di 10 anni non solo si sia reinventata da produttore di hardware a primo retailer online di musica, ma come poi nel giro di soli due anni abbia riciclato la struttura messa in piedi per gestire le transazioni di iTunes facendola diventare una splendida piattaforma di gestione dei micropagamenti su dispositivi portatili.

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Un commento su “Acquisti mobili

  1. Personalmente possiedo un IPOD, e scaricato ITunes pretendevo di avere le immaginette delle copertine degli album quando ascoltavo una canzone. Scopro che per fare ciò è necessario registrarsi… d’accordo, provo ad eseguire la procedura e scopro che DEVO inserire i numeretti della mia carta di credito a prescindere dal fatto che io voglia comprare qualcosa.
    A questo punto scarico SHAREPOD (700k vs i 70 mega di Itunes) e odio la apple sempre di più.

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