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Il mio nome è Tremonti, Tremonti Bond

Inserito da danybus | febbraio 24, 2009

Il 17 maggio dell’anno scorso scrivevo che era stupido finanziarie una promessa elettorale come l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa aumentando la pressione fiscale sulle banche italiane, mentre in mezzo mondo ci si accingeva ad aiutarle per far ripartire il mercato del credito (“Le banche pagheranno”, diceva un toniturante Tremonti atteggiandosi a moderno Robin Hood dell’Economia). Dopo neanche un anno, Tremonti ci ripensa e in soccorso delle banche “derubate” si rende disponibile a far sottoscrivere al Tesoro i cosiddetti Tremonti Bond, con tanto di calorosi inviti di Berlusconi rivolti ai banchieri affinché emettano tali strumenti.

I decreti attuativi devono ancora arrivare, ma grosso modo si tratta di un bond “perpetuo” con una remunerazione piuttosto alta e crescente al passare del tempo (dall’8,5% fino all’11%); è inoltre previsto un prezzo di riscatto che può diventare molto oneroso se l’emittente vuole rimborsare il bond oltre il 2013. Ora, però, qualcuno mi deve spiegare perché una banca come Unicredit, che fino a poco tempo fa viveva tranquillamente con un Core Tier 1 intorno al 5% e che ha appena emesso strumenti ibridi per portare il suo Core Tier 1 al 6,8%, dovrebbe emettere dei Tremonti Bond. Per erogare più prestiti in un contesti di mercato dove è alta la possibilità di incappare in sofferenze e in più pagare circa € 500-600 milioni di interesse al Tesoro? No, l’unico motivo in cui è ragionevole emettere strumenti del genere è solo quando un istituto ritiene che il suo patrimonio netto verrà ridotto da ingenti perdite. In questo caso si può di rafforzare il patrimonio della banca senza far ricorso ad aumenti di capitale che, in queste condizioni di mercato, avrebbero prezzi d’emissione troppo bassi con notevoli effetti diluitivi per i soci. Attenzione, però: pagare una cedola di € 500 milioni l’anno (se non si rimborsa in fretta, su può anche arrivare a 1,5 miliardi di euro) e magari essere costretti ad erogare prestiti a imprese in crisi può avere sugli utili di una banca effetti altrettanto diluitivi rispetto a un aumento di capitale.

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2 Responses to “Il mio nome è Tremonti, Tremonti Bond”

  1. jakala Says:
    febbraio 25th, 2009 at 6:02 pm

    La risposta alla tua affermazione finale è semplice: così i manager salvano il posto e permettono alle fondazioni di restare sempre al posto di comando (qualcuno ha detto MontePaschi?).

  2. tonio casu Says:
    febbraio 25th, 2009 at 7:58 pm

    sono alla sesta pagine di gogle e tu sei l’unico che ha fatto dei commenti critici sulla notizia sconvolgente di oggi!
    Stranamente oggi non si parla più di debito pubblico(passato di moda) e ci si butta su questa maledetta paranoia che noi dovremo pagare di tasca nostra i problemi di questa istituzioni a scopo di lucro chiamate Banche?
    Gli italiani sono contenti di questa manovra assassina?
    Abbiamo votato per dare i nostri soldi alle banche?
    A me non mi sembra proprio di ricordare una cosa del genere!
    Codeste persone, criminali legalizzati hanno fatto manfrine per speculare fino all’impossibile sui mercati, e adesso che hanno fatto crack dovremo pagare noi?
    Non vogliono nazionalizzare le banche però i loro debito privato lo dovrà pagare la comunità!
    Molto vero questo!
    Come dice Dottor Vesta: FINCHE SI TRATTA DI ARRAFFARE SOLDI SONO RIGOROSAMENTE PRIVATI,
    POI QUANDO SI TRATTA DI PAGARE LE LORO MALEFATTE SONO EMPIRICAMENTE PUBBLICHE!
    CAZZO CHE CAPITALISMO!
    CHE LIBERTA’!
    CAZZO MI SENTO LIBERISSIMO DA QUANDO C’è IL LIBERISMO!
    Saluti Mr tex