Alitalia, mele e pere

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho scritto di Alitalia? Un po’ di tempo? A telenovela terminata, facciamo qualche rapido calcolo senza menare il can per l’aia.

Un po’ di imprenditori costituiscono una Newco con 1,1 miliardi di euro di capitale. Un miliardo viene speso per acquisire Alitalia dall’amministrazione straordinaria (in realtà l’esborso finanziario è minore e gran parte dell’importo è composto da debiti o pagamenti dilazionati). Poi viene acquisita Airone per euro 790 milioni (cifra comprensiva dei debiti).

Adesso arriva AirFrance-Klm che sottoscrive un aumento di capitale da 325 milioni ed ottiene il 25% della nuova Cai-Alitalia. Ciò implica che prima dell’aumento di capitale Air-France aveva assegnato 975 milioni di euro all’equity di Newco. Aggiungiamo 690 milioni di indebitamento (che è lo sbilancio tra la liquidità di1,1 miliardi derivanti dall’aumento di capitale e gli impegni di 1,79 miliardi assunti per acquistare Airone e Alitalia) e si scopre che Airfrance-KLM ha valutato 1,6 miliardi l’enterprise value dlla nuova Aliatlia-Cai.

I capitani coraggiosi quindi partono con una bella plusvalenza del 45% (hanno investito 1,1 miliardi e adesso sono soci di una società che è stata valutata 1,6 miliardi) senza aver fatto nulla. Forse il commissario Fantozzi ha venduto a un prezzo troppo basso, eh? La faccio semplice semplice. Fantozzi ha venduto una mela a CAI per 2 euro. Poi Cai ha comprato una pera per 1 euro e ha rivenduto la macedonia con una mela e una pera per 5 euro. Da dove vengono i 2 euro in più? C’è chi dice dalle sinergie. C’è chi dice dalla posizione di monopolio. C’è chi dice da un prezzo troppo basso pagato per Alitalia.
L’unica cosa certa è che vendendo direttamente ad AirFrance-KLM avremmo potuto fare calcoli in maniera più trasparente.

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