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Così mi distraggo un po’

Inserito da danybus | gennaio 5, 2009

L’esercizio – un po’ stilistico, un po’ intellettuale – di stilare a cavallo tra il vecchio e nuovo anno una lista di previsioni sull’anno che verrà è ormai considerato noioso, banale e per di più poco utile dal momento che gli eventi che condizioneranno maggiormente i prossimi trecentosessantacinque giorni saranno quelli imprevedibili, mentre il verificarsi di tendenze e avvenimenti scontati avranno un impatto del tutto trascurabile.

Tuttavia, per vezzo e per una sorta di ritualità, ecco qualche spunto di riflessione sul 2009 (il mio primo post del 2009 d’altronde non poteva parlare d’altro).

Finanza. L’ultimo trimestre del 2008 i governi e le banche centrali di mezzo mondo hanno impiegato uno sforzo senza precedenti per tenere in piedi il sistema finanziario: garanzie statali su conti correnti e mercato interbancario; marcati tagli del costo del denaro; iniezioni di liquidità attraverso misure speciali come l’acquisto di commercial paper e titoli legati alle cartolarizzazioni da parte delle banche centrali; nazionalizzazioni tout court; sottoscrizione di titoli privilegiati. Tutte queste potenti cure hanno sicuramente fatto sopravvivere il paziente nel 2008 e per il prossimo anno l’attenzione sarà tutta sugli effetti collaterali che le cure stesse avranno sul resto del sistema finanziario. Nella migliore delle ipotesi la liquidità tornerà a scorrere nelle vene dell’economia rimettendo in moto una crescita moderata; nella peggiore delle ipotesi l’enorme massa di liquidità immessa nel sistema rischia di fare più danni dei problemi che s’intendeva risolvere e gli Stati Uniti potrebbe invischiarsi in una “trappola di liquidità” come quella che colpì il Giappone lo scorso decennio. Il verificarsi di uno scenario comporterebbe un lungo periodo di stagnazione e deflazione negli Stati Uniti e una forte svalutazione del dollaro che avrebbe effetti nefasti per l’Europa e per il mondo.
La mia personale convinzione è che siamo ahimè molto prossimi al verificarsi del secondo scenario, ma in qualche modo le conseguenze sull’economia globale verranno attenuate da un’azione coordinata delle banche centrali volta ad isolarne gli effetti negli Stati Uniti.
Sarebbe una buona opportunità per una nuova Breton Woods.

Media. Come previsto, i nuovi supporti ad alta definizione non hanno avuto nel 2009 lo straordinario effetto dopante sulle vendite che ebbe il DVD e sui cui le major tanto speravano. Inoltre consumatori con meno potere d’acquisto e connessioni a banda larga sempre più veloci, saranno sempre meno inclini a spendere quei 15 euro per soddisfare il feticcio di posare di posare sulla mensola il loro film preferito e guardare qualche contenuto extra. Sarà allora il caso che i fornitori di contenuti si adoperino seriamente per creare un sistema serio di distribuzione dei contenuti. Hulu.com mi sembra un buon punto di partenza, ma è disponibile solo negli Stati Uniti. Idem dicasi per le timide iniziative della ABC su iTunes (è un buon punto di partenza ma è disponibile solo negli Stati Uniti). Il sistema di distribuzione dei diritti su alcuni contenuti cinematografici e televisivi è del tutto inadeguato a far fronte alla globalità e alle enormi potenzialità distributive di Internet. La ABC ad esempio vende i diritti televisivi di LOST su base regionale a tante emittenti nel mondo che poi localizano la serie doppiandola e distribuendola sulle rispettive reti nazionali. Questi diritti televisivi comprendono ogni tipo di diffusione (terreste, satellite, via cavo, internet, etc.). Per cui se la CBS dovesse poi decidere di distribuire LOST via Internet (come ha fatto), deve badare affinché solo gli utenti statunitensi possano vedere quei contenuti dal momento che in altri paesi i diritti di distribuzione, anche via internet, sono stati già venduti ad altre emittenti. E’ evidente che è impensabile, oltre che ingestibile, un sistema in cui un emittente svizzera possa mettersi a distribuire contenuti via internet solo a cittadini residenti sul territorio svizzero. Internet è globale e i contenuti che vengono distribuiti tramite internet dovrebbe essere gestiti da un sistema di diritti altrettanto globali.
Chissà che il 2009, con la tanto paventata crisi dei consumi, non porti le major a ripensare in tal senso i propri sistemi di distribuzione via internet.

Telefonini. Già nel 2008 c’erano troppi produttori di telefoni cellulari e poco spazio in un mercato che tutto sommato è cresciuto molto. Ne 2009 con il consolidarsi delle quote di mercato di Apple (iPhone) e RIM (Blackberry) e la frenata dei mercati emergenti ci sarà ancora meno spazio ed è prevedibile che qualche produttore salti. Motorola? Sony-Ericsonn? Samsung? Palm? Fate il vostro gioco.

Petrolio. Ci sono stati che hanno fatto il 90% dei loro programmi di spesa con il petrolio. Tali programmi di spesa nel 2008 si sono gonfiati enormemente alimentando inflazione e una certa assuefazione a tassi di sviluppo sostenuti. Con il petrolio che oggi quota a poco di un quinto di quelli che furono i picchi dell’estate 2008, c’è da immaginare che questi stati andranno in crisi e faranno di tutto per evitare il peggio e riportare le quotazione su livelli per loro sostenibili. Dal momento che questi stati hanno una politica estera “poco convenzionale” (parliamo di Iran, Venezuela, ma anche della Russia) aspettiamoci pure qualche temporaneo picco che riporti il petrolio al 100 dollari (un embargo? un guerra?).

Israele. Verrà riaperto il fronte con il Libano e stavolta l’Iran potrebbe essere della partita in modo più diretto.

Traffico aereo. Io dico che il traffico sugli scali italiani potrebbe crescere ancora a due cifre a dispetto delle fosche previsioni. La flotta aerea è aumentata enormemente in questi anni e il petrolio è a prezzi bassissimi. Ciò dovrebbe più che compensare il minore potere di spesa di consumatori e aziende dando nuova linfa ai vettori low-cost.

Apple. Steeve Jobs darà le dimissioni da amministratore delegato. Il tira-e-molla del 2008 con voci e smentite sulle sue condizioni di salute è stato imbarazzante per la società e umiliante per l’uomo che credo non vorrà continuare per tutto il 2009 con ridicole recite ad ogni Mac World.

Per quest’anno è tutto. Mi sono distratto abbastanza.

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