La paura e la speranza

L’aspetto curioso e simpatico di questa crisi finanziaria è sicuramente la volgarizzazione di argomenti prettamente tecnici e complessi che a volte fanno fatica a comprendere persino gli addetti ai lavori. Al bar, in enoteca, in taxi o in ascensore, la conversazione sul credit crunch è inevitabile almeno quanto le frasi di circostanza sulle mezze stagioni e i cambiamenti climatici. Tutti comunque hanno una posizione.

Anche se con molte sfumature intermedie e con diversi gradi di competenza, gli esperti e gli edotti da Porta a Porta si dividono in catastrofisti fautori del materasso ed impavidi canterini del “tout va très bien”. Questi ultimi amano fare paragoni con la crisi del ’29 facendo notare come nessuno sta correndo a fare la file per ritirare i propri depositi dal conto corrente. I più pessimisti osservano invece una coincidenza di cause fra questa e quella crisi. Ad entrambi, però, sfugge il fatto che il sistema finanziario mondiale è profondamente cambiato.

Una coda agli sportelli sarebbe oggi anacronistica e ridicola dal momento che i flussi finanziari viaggiano nel mondo telematicamente attraverso mercati interbancari in cui si scambiano triliardi di euro ogni giorni garantendo una distribuzione efficiente delle risorse finanziarie. Una “coda” per ritirare i soldi dal mercato interbancario è meno scenica, ma altrettanto fatale per il sistema, ed è quello che attualmente si sta verificando silenziosamente. L’atteggiamento degli istituti centrali, che oggi hanno a disposizione strumenti di monitoraggio e intervento complessi in grado di mettere a punto i mercati a livello mondiale, è stato pronto e solerte; sebbene a singhiozzo, i mercati hanno continuato a funzionare a differenza di quanto è accaduto per qualche anno dopo la crisi del ’29.

Su questo argomento, uno degli articoli più chiari che ho letto nell’ultimo periodo è l’ultimo briefing dell’Economist: “Blockage in the money markets

Categoria:
Articolo creato 1724

3 commenti su “La paura e la speranza

  1. L’intento era proprio attirare l’attenzione in questo modo.

    Dovrò leggerlo prima o poi. Venerdì l’ho sentito citare per la terza volta in un consiglio di aministrazione quando si passava ad analizzare il calo delle vendite su prodotti di bassa gamma dedicati ai canali della grande distribuzione.

  2. Una volta da ragazzo ho sentito un commento molto interessante di un operatore di borsa: quando anche la gente comune si interessa di azioni/obbligazioni e ne parla correntemente è il momento di vendere visto che la bolla è vicina.

    Jak

I commenti sono chiusi.

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto