Consob Abuse

L’intervento con cui la Consob ha sospeso il titolo Alitalia dalle negoziazioni ha avuto un tempismo goffo, imbarazzante e improvvido. Dopo mesi e mesi in cui speculatori ed insider hanno potuto far balzare il titolo del 50-60% in rialzo e al ribasso sulla scia di interviste, voci di corridoio ministeriali e titoli sui giornali, la Consob ha deciso solo a giugno di sospendere il titolo dalle negoziazioni, ancor prima che la società venisse ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria e lasciando così con il cerino in mano chi era rimasto con titoli Alitalia in portafoglio.

Intanto il titolo Gemina (holding il cui unico asset è la società di gestione Aeroporti di Roma) è crollato del 40% nel giro di due giorni, man mano che sfumava l’ipotesi CAI. Poi è stato il momento delle messe cantate e delle processioni a Palazzo Chigi con il titolo che ha recuperato un 20% dai minimi di 60 centesimi. Domani è previsto un ulteriore rialzo.

La sospensione di un titolo dalle negoziazioni dovrebbe tutelare il piccolo risparmiatore impedendogli di vendere/comprare sulla scorta di movimenti del titolo irrazionali. In questi casi però la Consob è stata secondo me molto distratta e immagino che di fronte ad un crollo così marcato, molti piccoli azionisti abbiano regalato le loro azioni Gemina al mercato o magari al Berti di turno che era lì pronto ad acquistare sapendo che alla fin fine la vertenza si sarebbe chiusa.

Abbiamo visto tutti Gordon Gekko, non devo spiegarvelo io come funzionano certe cose. Speriamo che almeno la Consob abbia monitorato i movimenti sul titolo Gemina (da quali conti sono partiti gli ordini, ad esempio).

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