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Mobbail
Inserito da danybus | luglio 7, 2008
Assecondo il chiacchericcio di questi giorni e anch’io mi metto a parlare delle tariffe per iPhone su cui in questi giorni si sono consumate indiscrezioni e accese discussioni.
Però vado controcorrente.
La tariffa entry level di TIM dedicata all’iPhone non mi sembra poi tanto fuori dal mondo. Certo, non ha nulla a che vedere con le tariffe flat americane ed economicamente si allontana molto da quanto sarà offerto dagli altri operatori europei l’11 luglio. Tuttaiva, guardando gli altri piani per il trasferimento dati, tutti basati su anacronistiche e folli tariffazioni a tempo, c’è da tirare un sospirto di sollievo. Poteva andare peggio, molto peggio.
E’ chiaro che TIM, insieme a Vodafone, non ritiene opportuno incentivare l’acquisto di iPhone con tariffazioni speciali attagliate sulle capacità dell’iPhone di trasformarsi in un terminale multimediale perennemente on-line. Si confida e si punta tutto sul magnettismo dell’effetto moda e nella nostrana attrazione per lo status-symbol. Non c’è poi da stupirsi molto se il numero di gigabyte inclusi nel trasferimento dati non sia il primo pensiero dei pariolini di Roma, dei viveur di Milano e dell’ufficio commerciale di TIM.
Agli attuali piani tariffari vengono mosse due critiche: il prezzo elevato e l’impossibilità di sfruttare pienamente la connettività dell’iPhone.
Tralasciando i costi di telefonate ed SMS, con la tariffa “iPhone Starter” si pagano 30 euro al mese per avere un giga di trasferimento dati al mese. Sottoscrivendo tale tariffa si può avere l’iPhone per 199 euro, ricevendo un sussidio di 250 euro sul prezzo pieno che altrimenti sarebbe di circa 550 euro. Spalmati sul periodo minimo del contratto di due anni, il sussidio all’acuquisto dell’iPhone vale circa 20 euro al mese. Considerando che il costo di una Adsl flat si aggira intorno ai 20 euro, non so come si possa pensare di avere per la stessa cifra una flat o una “quasi-flat” su rete mobile”. Si può poi discutere sul costo elevato della banda larga in Italia, per carità, ma un operatore di telefonia mobile non può non tener conto del prezzo relativo del trasferimento dati su rete fissa, soprattutto quando si hanno nel proprio listino offerte integrate per adsl e telfonia fissa (come è il caso per Tim e Vodafone). Chi vuoi che sottoscriverebbe un contratto ADSL Alice se con l’iPhone si potesse navigare in modalità flat o quasi per la stessa cifra?
Quanto alla soglia di un gigabye di traffico mensile, personalmente la ritengo più che adeguata per il mio uso quotidiano del traffico dati con il mio attuale HTC. Sincronizzo Exchange in push, aggiorno Twitter, Facebook, controllo le quotazione azionarie, invio foto a flickr, leggo qualche feed quando sono in treno (cioè spesso) e facico un po’ di navigaziona da vagabondo di tanto in tanto. Con tali abitudini d’uso, mediamente intense, non sono mai arrivato a superare 600 megabyte di trasferimento al mese. Se poi per “internet mobile” si intende scaricare mezza youtube dalla spiaggia per impressionare i vicini d’ombrellone, allora parliamo di due concetti diversi e l’invidia per i clienti di AT&T che non devono tener d’occhio il “contatore” è ben giustificata.
Ripeto: poteva andare peggio. Per il momento accontentiamoci pensando a chi acquista un le famose “internet key” con una tariffazione a tempo e scatti da 15 minuti.
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