iPhone and the city

Uno degli aspetti più interessanti della vanesia gestione di un blog è la possibilità di tornare indietro nel tempo e spulciare pensieri e parole di anni fa col senno di poi. E’ un esercizio curioso ed istruttivo per analizzare i mille perché che motivano il raro verificarsi del previsto.

Mi sono così messo a cercare “iPhone” nel mio blog. Ecco cosa è venuto fuori.

Il 30 settembre 2005 (un anno e mezzo prima dell’arrivo dell’iPhone) riportavo un’osservazione del CEO di Motorola:

Motorola chief executive Ed Zander on Thursday downplayed disparaging remarks he made last week about Apple’s newest music player and predicted that the Mac maker will build its own mobile phone.

Ed Zander è stato evidentemente un buon profeta ed io avevo chiamato il mio post proprio “iPhone”.

Il 9 gennaio 2007, un anno e mezzo fa, in preda all’esaltazione successiva all’annuncio dell’iPhone, prevedevo che Apple avrebbe aggiunto circa 4,5 miliardi $ di fatturato grazie all’iPhone. Previsione toppata in pieno non tanto per il numero di iPhone venduti ma per il prezzo di vendita che è via via calato vertiginosamente. Alcuni studi parlavano di 10 milioni di pezzi a 500 dollari. Pochi analisti finanziari hanno pensato che Apple fosse del tutto fuori mercato con un prezzo del genere.

Adesso che l’iPhone arriva in Italia, facciamo un punto sulle mie decisioni di acquisto.

No, non ho comprato e craccato nessun iPhone statunitense a dispetto della mia smania di early adopter. La mancanza del supporto all’umts era un segnale troppo evidente che quel modello fosse sorta di versione beta per un prodotto più definito e completo. Personalmente, poi, avrei acquistato un iPhone per la facilità con cui mi avrebbe consentito di navigare su web e trasferire dati. Un modello craccato senza una tariffa forfaittaria per il trasferimento dati avrebbe reso il mio iPhone un puro capriccio stilistico.

La versione 2.0 ha ancora parecchie mancanze rispetto a terminali più professionali, ma stavolta butterò i miei soldini per assecondare le mie smanie di early adopter. La mancanza di tasti, sarà il maggior freno ad una diffusione dell’iPhone che vada oltre il mercato dei fighetti e dei nerd.

Questa scena tratta dal film di Sex and the city è molto eloquente al riguardo. Carrie è nervosa e deve fare una telefonata al promesso sposo in colpevole ritardo il giorno del matrimonio. Chiede un telefonino alle sue amiche e quando Samantha le passa il suo iPhone, di fronte al luccicante schermo tattile, dice: “no, questo non lo so usare”. Per un’azienda come Apple che ha fatto della semplicità di utilizzo un dogma, le titubanze di una giovane newyorchese come Carrie sono da considerare con molta attenzione.

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5 commenti su “iPhone and the city

  1. giuro che non mi paga steve jobs ma secondo me carrie non lo sa usare per via delle unghie…
    scherzi a parte guarda che mio figlio di 3 anni già lo maneggia meglio di me! appena ce l’hai fammi sapere come va, io ho il mio gprs da 8 mesi e non potrei vivere senza

  2. Andrea, io sono convintissimo della bontà del prodotto e non hai idea di quanto mi sia costato resistere alla tentazione dell’iPhone 1.0 craccato. Penso però che ci sia una bella fetta di utenti che trova nella mancanza di tasti una sorta di barriera psicologica (per non parlare poi delle donzelle con unghie molto curate).

    😉

    Ciao,
    d

  3. Io questa volta posto qualche domanda (da neofita tecnologico) anzichè un commento: so che iPhone uscirà in Europa l’ 11 luglio, ma qualcuno sa il prezzo? E ancora: ho visto che in Italia sarà disponibile per i gestori Tim e Vodafone, mentre ad esempio in Belgio solo per il gestore Mobistar. Ora la domanda è: se io compro un iPhone belga con operatore belga, quando poi vengo in Italia posso metterci la mia scheda TIM??? Many thanks in anticipo!

  4. Una quantificazione del prezzo è ancora avvolta da fitte nebbie, almeno per quanto riguarda l’Italia. Nella sua presentazione Jobs ha promesso prezzi a partire da 199$ per versione dell’iPhone sussidiate dagli operatori telefonici. La stampa italiana ha invece pubblicato indiscrezioni secondo cui in ITalia dovrebbero essere commercializzate due versione di iPhone: una sussidiata con prezzo intorno ai 200 euro e una non sussidiata con prezzo sui 500 euro. Per il Belgio potrebbe valere lo stesso discorso visto che i modelli di distribuzione sono più o meno gli stessi.

    Tieni conto che la versione sussiadiata, pur costando meno, impone contrattualmente un “sim-lock” che lega il telefonino ad un solo operatore, impedendoti quindi di mettere una sim italiana o di qualsiasi altro operatore belga o turco che sia. E’ un limite contrattuale che molto spesso si può aggirare con manipolazione hardware e software un po’ al limite della legalità, ma che funzionano (Tre Italia ne sa qualcosa).

    Aspettiamo….

    Ciao,
    d.

  5. L’IPhone, oltre ad essere diffcile da usare per le ragazze con le unghie molto curate, potrebbe dar problemi anche a chi ha le dita cicciotte, così almeno era per un signore con Ipod Touch che abbiamo incontrato all’Apple Store.

I commenti sono chiusi.

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