Economia reale /2

Imprenditore a proposito della sua azienda:

Non abbiamo impianti produttivi: la produzione è completamente esternalizzata.
L’unico investimento che conta è il marketing. Con quello che i miei concorrenti pagano per dipendenti e per impianti che ingessano la capacità produttiva dell’azienda, io ci compro pagine e pagine di pubblciità con cui rosicchio le loro quote di mercato

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Articolo creato 1724

3 commenti su “Economia reale /2

  1. …ma non si chiamano commercianti quelli che ri-vendono la produzione esterna?

    Quando i suoi fornitori avranno un loro marchio il suo sistema produttivo andrà in crisi, HTC Rules.

  2. Beh, la produzione esterna va anche organizzata coerentemente con una strategia di marketing, di design e di distribuzione. Il modello nike è esattamente quello lì: non hanno stabilimenti produttivi e fanno fare tutto a terzisti. Sarebbe però riduttivi chiamarli solo “commercianti”. E’ un modello che ha i suoi pro e contro. In alcuni settori sono più i “pro”.

  3. Nei settori in cui i tuoi fornitori sono intercambiabili una struttura leggera è sicuramente migliore, altrimenti rischi che il fornitore inventi il suo marchio portandoti via il mercato che ti eri creato (vedi appunto HTC che da terzista si è creato un marchio).

    Non a caso tutti i terzisti alla fine per crescere si creano il marchio proprio.
    Gli stessi cinesi/indiani stanno rilevando marchi in difficoltà (es. Tacchini) per riposizionarsi.

I commenti sono chiusi.

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