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Depressurizzazione in corso

Inserito da danybus | marzo 20, 2008

Alitalia è una realtà da circa 10.000 dipendenti, da 1 miliardo di debiti e da 430 milioni di capitalizzazione (ai prezzi attuali). Poi ci sono tutte le favole infarcite di ipocrisia sull’importanza strategica del vettore nazionale (la Svizzera non ce l’ha, l’Olanda e il Belgio nemmeno), ma la verità è che le compagnie europee più profittevoli hanno carattere paneuropeo, per nulla nazionale. Tanto per mettere per misurare le cifre, ENI capitalizza 80 miliardi di euro, ha 80.000 dipendenti e ha il delicato compito di tutelare l’approvvigionamento energetico dell’Italia, eppure nessuno in campagna elettorale ha speso due parole sulla nomina del nuovo consiglio d’amministrazione. La premessa è solo per spiegare che il destino di Alitalia ha una rilevanza relativamente contenuta a confronto con tante altre questioni che dovrebbero esser trattate in campagna elettorale. Analizziamo comunque la strategia del delle diverse parti politiche e degli stakeholder.

Per una balorda e cinica tempistica dell’operazione, la patata Alitalia bollirà nelle mani del prossimo governo (PdL o PD che sia). Il PD vuole lavarsene le mani e auspica fortemente che in aprile Alitalia sia, almeno formalmente, già nelle mani di AirFrance-KLM. Il PdL cavalca le proteste di nordisti, piloti, Regione Lombardia, hostess e sindacati, per far percepire crisi Alitalia come un insuccesso dell’attuale esecutivo. Una percezione ingenerosa e fuorviante, ma una percezione che si presta a facili associazioni di idee nell’elettorato. E’ soprattutto una strategia autolesionista. Fossi Berlusconi, non vorrei avere a che fare con Alitalia al mio primo Consiglio dei Ministri, né vorrei passare alla storia come il capo del governo sotto cui Alitalia è andata in amministrazione straordinaria (eufemismo per fallimento). Il rischio è molto concreto dal momento che l’Unione Europea non approverà mai un ulteriore aumento di capitale in Alitalia che andrebbe comunque deserto visto l’attuale stato di salute dei mercati finanziari. In sintesi, giocare con Alitalia può portare benefici in campagna elettorale, ma anche grane infinitamente più grosse in un futuro più che prossimo.

Le medesime considerazione valgono anche una certa Sinistra, molto severa e puntigliosa sugli esuberi del piano proposto di AirFrance-KLM, ma totalmente incosciente dell’emorragia di posti di lavoro cui dovrebbe assistere come intransigente responsabile in caso di Amministrazione Straordinaria.

Che dire della SEA che chiede 1,2 miliardi di Euro di risarcimenti ad Alitalia e potrebbe bloccare l’operazione per poi di ritrovarsi qualche mese dopo con uno dei suoi principali clienti in stato di insolvenza e con molte meno rotte?

L’offerta di Spinetta non è generosa, l’abbiamo già detto, ma ha il pregio tattico di responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti mettendoli con le spalle al muro: governo, governo in pectore, sindacati, SEA.

Spero per tutti quei 10.000 dipendenti e per tutti gli iscritti Millemiglia che prevalga il buonsenso.

2 Comments »

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2 Responses to “Depressurizzazione in corso”

  1. Fabrizio Says:
    marzo 20th, 2008 at 10:30 am

    Mi ha incuriosito leggere e sentir parlare di commissariamento e non di amministrazione straordinaria come hai correttamente fatto tu, forse i lavoratori sperano che arrivi Bondi a salvarli…
    Comunque, io ho già messo le mani avanti e le pochissime miglie accumulate in passato con la compagnia di bandiera le avevo accreditate su Flying Blue 🙂

  2. S. Says:
    marzo 25th, 2008 at 3:37 pm

    Come già ti ho detto ieri a pranzo, mi trovi assolutamente d’accordo.
    Non credo che la colpa sia tanto di quei politici che ipocritamente cercano di strumentalizzare la situazione, quanto piuttosto di tutti quei milioni di italiani che a tali politici danno ancora il proprio voto…