Appunti per Veltroni

A conferma dell’adagio tutto-il-mondo-è-paese, anche in Francia le buone intenzioni dei riformisti della commissione Attali si sono scontrate contro l’oltranzismo dei tassinari parigini.

Il problema romano e milanese dei taxi, diciamocelo, non è nel costo esorbitante di una corsa in taxi né tanto meno nella dichiarazione di un un autista di taxi che guadagna oggi, grazie a una licenza, più di un neolaureato. Le corse in Taxi mi vengono rimborsate dal datore di lavoro e l’invidia non è certo un motivo sufficientemente valido per riformare un settore così delicato. Il problema, lo ammettano anche i signori tassisti, è che il servizio pubblico, così com’è attualmente configurato, è inefficiente: non si trovano i taxi quando piove; bisogna far file chilometriche dopo l’arrivo in stazione o in aeroporto ed è del tutto utopico sperare di acchiappare un taxi con un gesto della mano, come sono abituati a fare i cittadini di New York, Londra, Parigi e Bangkok (sì, anche Bangkok).

C’è dunque un modo per migliorare il servizio, senza deprezzare la preziosa licenza dei tassisti e il loro livello di reddito? Secondo Le Monde, che ha affrontato in questi gironi il problema, sembra di sì. L’articolo si può leggere qui e propone sostanzialmente queste soluzioni:

1. I comuni riacquistano le licenze dai tassisti, permettendo a questi ultimi di continuare a svolgere la loro attività e vendendo le licenze acquistate ad altre vetture. Si raddoppierebbe il numero di macchine disponibili e i tassisti riceverebbero immediatamente nelle loro tasche il valore della loro licenza prima che questa si svaluti a seguito dell’aumento del numero d’auto.

2. Regalare una nuova licenza ad ogni tassisti con l’obbligo per questi ultimi di metterla poi all’asta. In questo modo si aumenterebbe il numero di auto disponibili e i tassisti sarebbero compensati con l’incasso immediato del valore delle nuove licenze vendute.

Altre soluzioni non credo ce ne siano. Buona fortuna, Walter.

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3 commenti su “Appunti per Veltroni

  1. Sortir par le haut du corporatisme dans lequel baigne la France…ed anche l’Italia, non è una manovra di niente!
    Però, nella vita di tutti i giorni, devo contradirti: 1.500 licenze nuove sono state messe sul mercato e ormai a Termini o a Fiumicino non si fanno più file! Mi capita regolarmente la sera di fermare un taxi al volo e questo senza particolare difficoltà. Il solo problema, di giorno, è di sapere quale taxi è libero e quale non; di sera, una volta che i fari sono accesi, la scritta “taxi” illuminata indica una vettura libera.
    Aggiungo che i “vecchi” si lamentano del calo dei clienti: ormai sono loro a far la fila al posteggio in attesa del passaggero!

  2. Mah… sarà che ho sempre trovato imbarazzante il potere di ricatto di questa categoria che impone le proprie preferenze ai policy makers a tutti i livelli, fatto sta che proprio questa mattina – prendendo il taxi dalla Stazione Termini di Roma – ho fatto la piacevole scoperta che dal 08.01.2008 tutte le corse in taxi da Termini sono soggette ad una maggiorazione di 2€.
    Sarà forse per compensare i poveri tassisti di Piazza dei Cinquecento dei maggior costi in pulizia dei veicoli legati ai numerosi storni che popolano la zona?

I commenti sono chiusi.

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