Enola Gay

Si dice che il feto sia in grado di percepire ed ascoltare i suoni che lo circondano già dalla venticinquesima settimana di gestazione. Tranquilli: non voglio imbattermi in dibattiti ferraresi. Ecco, torniamo a noi.
Si dice anche che i suoni percepiti dal feto stimolino fortemente l’attività celebrale del nascituro e credo sia per questo che coppie premurose in dolce attesa fanno risuonare a tutto volume improbabili playlist di Mozart, rispolverando i vecchi CD allegati al Corriere Della Sera, con la speranza che dalla sala parto esca fuori un genio.

Io dubito fortemente che i miei genitori mi abbiano fatto ascoltare Mozart o Schubert mentre ero ancora un feto; d’altronde dalla sala operatoria (quanti tagli cesarei sono stati praticati nei primi anni ’80?) è uscito fuori un ragazzo con un quoziente intellettivo non molto lontano dalla media. Ho invece qualche sospetto che mentre ero lì a ciucciare nutrimento dal cordone ombelicale, mi sia capitato di ascoltare Enola Gay degli OMD, che all’epoca avevano conquistato le vette delle classifiche europee proprio nei primi mesi del glorioso anno 1981. Ne sono quasi sicuro, perché ogni volta che mi imbatto nella fantastica introduzione di basso e pianola sintetica di Enola Gay, quel basso e quella pianola così ben coordinati mi suonano stranamente familiari. Stranamente, perché fino a ieri non avevo neanche un MP3 di questo brano, non sapevo neanche come si intitolasse il brano e mi sarà capitato di ascoltarlo al massimo tre volte in tutta la mia vita nella confusione di una discoteca. Eppure è lì a risvegliare ricordi proustiani assai potenti. Sono andato su youtube per sbirciare un po’ il video di Enola Gay ed ho concluso che se un giorno aspetterò un figlio, anche lui si beccherà Enola Gay mentre ciuccia dal cordone ombelicale.

Categoria:
Articolo creato 1724

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto