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Bancari

Inserito da danybus | ottobre 30, 2007

Quando su queste pagine si parlava della crisi dei subprime, consigliavo a tutti di tenersi lontani dai titoli bancari. Adesso che tutte le banche italiane, generalmente poco esposte ai veicoli che hanno acquistato titoli legati al mercato del credito statunitense, sono ai minimi da sempre, si può cominciare a comprare.

Dopo la fusione con Capitalia e la tempeste sui mutui Subprime, Unicredit ha quasi dimezzato la propria capitalizzazione. Se Profumo poteva vantarsi di dirigere il primo gruppo più grande, burlandosi dell’ex compagnuccio Passera, adesso starà rodendosi le mani vedendo che Unicredit vale 57 miliardi di euro, mentre Intesa Sanpaolo ne vale 67,5 (prima dell’estate Unicredit valeva circa 80 miliardi di euro contro Intesa Sanpaolo che nevale circa 70). Ci sono poi molte banche popolari (Popolari Unite, Popolare di Milano, UBI) che quotano ai minimi di sempre con un rapporto tra capitalizzazione e utili bassissimo.

Sembra dunque che i bancari siano tutti a sconto. Ma se dovessimo investire su un titolo in particolare?

Unicredit è davvero poco cara, ma presenta diversi rischi: una forte esposizone in Germania con HVB (le banche tedesche hanno pesantemente investito in titoli legati ai mutui subprime) e una fusione con Capitalia che potrebbe potrebbe rivelarsi più difficile del previsto. Non dimentichiamoci poi che Capitalia con le TREVI è la regina delle cartolarizzazioni a rischio. Le Popolari attraversano un periodo piuttosto nero. Hanno ancora una governance arcaica (voto capitario) per il ventunesimo secolo che si è dimostrata capace solo di causare immobilismo e, sebbene abbiano una clientela molto fidelizzata grazie al forte radicamento con il territorio, la loro gestione lascia piuttosto a desiderare; molte popolari hanno poi sono fortemente al bubbone Italease.

Io ho scelto Intesa Sanpaolo che attualmente mi sembra il titolo con maggiori sicurezze e prospettive di crescita in Italia. Dopo l’acquisizione di Carifirenze avrà una quota di mercato da leader in qualsiasi zona d’Italia; le sinergie della fusione tra Intesa e Sanpaolo IMI si stanno facendo sentire sul conto economico con parecchio anticipo mostrando un’ottima capacità di esecuzione dei piani da parte del management; è inoltre in corso un buyback da 800 milioni sul titolo (400 milioni a servizio dell’operazione con CariFirenze, altri 400 milioni per eventuali future operazione) che sosterrà nel breve il titolo mettendolo al riparo da forti scossoni al ribasso.

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