A chi la torta?

Qualche riflessione pratica su Youtube, i suoi contenuti e le perplessità su un possibile modello di business.

Da quando Google ha acquisito Youtube per l’allora astronomica cifra di 1,6 miliardi di dollari (ormai si tratta di brustolini quando leggi sul Financial Times che Facebook potrebbe essere valutato 10 miliardi), si parla molto del modello di business che Youtube potrebbe adottare per monetizzare la grossa fetta di audience che attrae ogni giorno. Io ho sempre seguito il dibattito alla lontana e da un punto di vista teorico. Oggi ho provato a fare qualche riflessione utilizzando come spunto il mio account youtube.

Il primo video che ho messo in linea risale ad un anno fa. Non mi sono messo davanti ad una Webcam a fare lo scemo, ma ho semplicemente registrato una puntata del David Letterman Show in cui si esibiva Nellie Mckay. All’epoca la bionda di Harlem non era così famosa, ma ad un anno di distanza vedo che quello stesso video è stato visto circa 45.000 volte. Un modello di business che prevede piccoli inserzioni pubblicitarie consentirebbe dunque di ricavare circa 1000 dollari all’anno da quel video (una ventina di dollari ogni 1000 visitatori).

Ora a chi dovrebbero andare questi 1000 dollari? Un po’ a me e un po’ a youtube? Un po’ a youtube e un po’ a Nellie Mckay? Un po’ a me, un po’ a youtube, un po’ alla CBS (da cui ho registrato lo show)?

Finché non ci guadagna nessuno, “rubare” una performance live e metterla su youtube è un atto innocente che fa bene ai fan, fa bene alla popolarità dell’artista in questione, fa bene a youtube che acquisisce traffico. Quando ci guadagna qualcuno, invece, in realtà non ci guadagna nessuno (e cominciano le rogne).

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