When I’m Sixty-four

Non ho ancora approfondito nei contenuti il testo dell’accordo sulla riforma del sistema previdenziali. Nei modi con cui si è addivenuto ad un’intesa, però, c’è qualcosa che mi incuriosisce molto.

L’accordo tra Consiglio dei Ministri è stato raggiunto, dopo otto ore di negoziazioni, alle 5 del mattino. Riflettendo molto banalmente, mi chiedo quanto coerente ed efficace possa essere un accordo negoziato tra le 21:00 e le cinque del mattino. Non si poteva cominciare, freschi e riposati, alle 9 del mattino piuttosto?

Le prime reazioni delle parti interessate, poi, fanno pensare a tutto tranne che ad un compromesso condiviso. E d’altronde ciò non sorprende considerando le premesse di cui sopra.

Fiom (metlmeccanici): questo accordo è una sconfitta
Diliberto: Governo cede a Confindustria. La battaglia va avanti
Rifondazione: giudizio negativo, chiama alla mobilitazione
UE: età pensionabile ancora troppo bassa
Adinolfi: giorno triste per i giovani
Bonino: accordo poco ambizioso
Federmeccanica: si dovevano sentire anche gli industriali
Schifani: fiera del bluff
Ferrero: gli scalini non mi paicciono
Cub: ennesima beffa
Confcooperative: non colte le esigenze del paese
Agenzia di rating S&P: grande preoccupazione

Sono soddisfatti: Prodi, Rutelli, Tommaso Padoa Schioppa, Mastella, Letta, Di Pietro, Epifani.

Io personalmente ancora non capisco il perché di tanto paternalismo previdenziale nei confronti delle donne che continuano ad andare in pensione cinque anni prima degli uomini (così Epifani è contento).

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