Metamorfosi

Qualcuno ricorderà la bouttade teatrale con cui il Cavaliere propose l’abolizione o la riduzione dell’ICI alla fine di un serrato confronto televisivo con Prodi. All’epoca un punto cardinale del programma dell’Unione era l’armonizzazione sulle rendite finanziarie che avrebbe elevato dal 12,5% al 20% l’imposta sulle plusvalenze ed i dividendi rivenienti da titoli azionari ed obbligazionari (Bot e Btp compresi) pur abbassando dal 27% al 20% l’imposta sostitutiva sugli interessi da conto corrente.

Bene. La tassazione sulle rendite finanziarie è sempre al 12,5% e tale resterà per almeno un altro anno. Pare invece che Prodi voglia abolire o ridurre l’ICI sulla prima casa. Adesso manca solamente un condono per dare un forte segnale di continuità con la precedente politica fiscale.

Pur guadagnando discretamente grazie alle rendite finanziarie, trovo deplorevole che un tizio che campa di rendita grazie ad 1 milione di euro investiti in BTP o uno speculatore che si diverte a fare trading su azioni, venga tassato al 12,5%, mentre un’impresa che produce e crea posti di lavoro venga tassata al 40% (ed i suoi dipendenti al 20-25%). I fautori dell’imposta sotitutiva al 12,5% argomentano che bisogna agevolare il risparmio e che i soldi che il nostro milionario ha investito in BTP sono in realtà già stati tassati in qualche modo (da un’imposta di successione, da una tassa sulla sua attività aziendale con cui li ha prodotti, etc). Ok, ma il risparmio, inteso come la famiglia che mette da parte soldi per la casa, la famiglia ed il futuro non è né il trader di borsa che compra e vende azioni in giornata, né il milionario che investe milioni di euro in BTP per campare felice e contento senza preoccupazioni.

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