Froza quattro

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Oggi mi è capitato di visionare alcune offerte per una due diligence contabile da eseguire su una società target. Nonostante l’azienda da esaminare abbia una struttura piuttosto semplice e banale (una filiale distributiva), i costi si aggirano intorno al 3% del valore della transazione. Più dell’onere, mi ha stupito una straordinaria somiglianza tra le offerte ricevute: erano nei numeri e nelle condizioni contrattuali pressoché identiche. Conoscendo le retribuzioni delle persone che poi andranno ad eseguire effettivamente l’analisi dei conti (un manager, un analista sottopagato ed uno stagista schiavizzato), posso tranquillamente affermare che su ognuna di quelle offerte ci sono grossi margini di profitto.

E’ noto che se vuoi farti certificare un bilancio, oppure eseguire una due diligence, la scelta è limitata ai soliti quattro nomi raggruppati nell’espressione “Big Four” (E&Y, KPMG, PWC, Deloitte). Che si tratti del bilancio di una grande azienda quotata o di una piccola transzione, il lavoro di queste Società è sulla carta essenziale per garantire il buon funzionamento del mercato e per legge nonché per “buon costume” non se ne può prescindere nella maggior parte dei casi.

Le Big Four, forti della loro reputazione (a mio avviso immeritata), godono di una sorta di monopolio naturale con forti barriere all’entrata che non permettono una sana concorrenza nel settore eslcudendo piccoli concorrenti locali. La tentazione di colludere è forte, tanto più che un’azienda di certe dimensioni ha bisogno dei loro servigi quanto noi di elettricità e benzina. Una tentazione a cui da qualche anno, dopo la prematura morte di Andersen e Grant Thornton, molto probabilmente si è ceduto in più di un campo.

Nei monopoli naturali come elettircità ed infrastrutture non si esclude la possibilità di fare profitti. Tuttavia un garante, un authority regola le tariffe per evitare che dai profitti si passi ad extra-profitti derivanti da abusi e collusioni contro il mercato.

Bersani, non sarebbe il caso di regolare un settore della revisione contabile, dove la concentrazione è per certi versi più elevata che nel settore elettrico ed autostradale?

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4 commenti su “Froza quattro

  1. Ci sono anche piccole società di revisione che costano sostanzialmente meno (se vuoi te ne presento un paio) e spesso lavorano anche meglio. Il problema è che si ricorre sempre ai grandi nomi per abitudine.

    Non necessariamente si è trattato di una collusione, le tariffe dei big 4 sono più o meno le stesse.

  2. E poi sono gli unici privati, che io conosca, che pretendono si alleghi all’incarico per la revisione copia del documento di indentità e c.f. del legale rappresentante nonchè visura o certificato che attesti i poteri del suddetto.
    E poi chiedono con quale criterio archivi le fatture nei raccoglitori?!?

  3. Sante, Santissime parole… Visto dall’interno: in nessuna società ho mai visto una distribuzione della ricchezza prodotta così iniqua come nelle società di revisione. Posso presentare a testimonianza il mio 770 e le fatture emesse sui lavori da me svolti.
    Senza contare il fatto che, parlando di audit, il controllore è pagato dal controllato…

  4. Pensavo che si tratasse di surgelati (Froza) e non capivo cosa c’entrava la calcolatrice…
    Fabio40 ha scritto “il controllore è pagato dal controllato…”: questo è genialità pura! Obbliggare le imprese a far certificare i loro bilancio, pagando oltre al normale commercialista una società specializzata per verificare se quello stupido commercialista non ha nascosto nulla o non si è sbagliato. Machiavello decisamente non è morto.
    Ma chi controlla il controllore?

I commenti sono chiusi.

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