Cosa mi aspetto dal domani

07.JPG

a) Prodi Bis
b) Amato
c) Grande Coalizione
d) Urne

La seconda opzione è quella che più mi garberebbe. Amato ha già guidato egregiamente governi in situazioni d’emergenza prendendosi la responsabilità di scelte impopolari come il prelievo dai conti correnti. Amato negli anni ’90 ha messo inoltre la firma su importanti materie che necessitano oggi di ulteriori ritocchi (banche, pensioni): potrebbe essere l’uomo più indicato in queto senso e da ministro dell’interno si è comportato rettamente.

Segretamente, però, spero in un ritorno di Berlusconi al governo con una maggioranza schiacciante, per altri cinque anni. Così forse la prossima volta i Verdi la finiranno di romepre gli zebedei sulla politica estera e gli elettori di Giordano, Pecoraro Scannio e compagni voteranno forse partiti più responsabili.

La migliore fotografia del Paese dei perpetui è quella di un governo che, esattamente come se 60 anni non fossero mai passati, cade per volere di Giulio Andreotti. Ivan Scalfarotto

.

Categoria:
Articolo creato 1724

6 commenti su “Cosa mi aspetto dal domani

  1. stavolta su una cosa sono totalmente in disaccordo (era ora!!): il prelievo sui conti correnti é una cosa molto ingiusta e poco democratica. i soldi in banca ce li hanno le classi più povere e quelle medie. non credo che berlusconi faccia lo stesso, penso che sia più probabile che li tenga investiti o che li conservi in qualche conto segreto all’estero. E in una situazione d’emergenza, non va bene che siano solo i più deboli a pagare.
    detto questo, non nego che l’ipotesi di altri cinque anni di berlusca-punizione mi farebbe gongolare!!
    Mi piacerebbe che in Italia ci fosse una legge elettorale con una percentuale di sbarramento in grado di eliminare il rischio che il paese sia ricattato da forze numericamente ridicole. Mi piacerebbe che ci fosse un Partito Democratico che raccolga sotto uno stesso manifesto politico (laicità, liberalismo “corretto”, amicizia con gli usa ecc) personalità politiche pulite e magari un po’ più giovani di quelle che si siedono oggi sui banchi del nostro parlamento.
    Ma siamo troppo giovani io e te, dani, abandoniamo ogni speranza e accontentiamoci dell’ennesimo governo prodi…

  2. Io detesto profondamente Berlusconi, non l’ho mai votato e lo considero una persona gretta, meschina e ampiamente sopravvaluata. Sono pronto a votarlo ORA per levarmi dai coglioni Pecoraro Scanio, Diliberto, Mastella & Co una volta per tutte. Se biogna votare dei gioppini tanto vale esserne consapevoli sin dall’inizio, turarsi il naso e mettere la croce sulla bandierina tricolore…

  3. Beh dov’è la novità?
    Berlusconi la scorsa legislatura ha avuto una maggioranza ampia proprio perchè gli italiani si erano stufati di Prodi, di D’Alema, di Bertinotti e dei giochetti di potere che si facevano fra di loro.

    Berlusconi è arrivato ha governato male e alle elezioni è stato punito, ma siccome in Italia la memoria è qualcosa da non avere hanno messo al governo le stesse persone che avevano dato la maggioranza alla destra.

    Tutto si ripete con gli stessi personaggi (Prodi, D’Alema, Bertinotti, Berlusconi) che si scambiano le poltrone presentando lo stesso copione.

    Si accettano scommesse per un governo D’Alema prima delle elezioni.

  4. In tempora non suspecta e parlando di elezioni non eventuali come quelle che rischiamo ora, il nostro buon BHL ha scritto “j’ai passé l’âge de croire aux personnages providentiels”. È vero che la Providenza (se esiste) non manda mai tramite le urne il deus ex machina che risolve tutto, rende la speranza, radrizza le finanze e castiga i cattivi…
    Il personaggio providenziale rimane un desiderio: dobbiamo accontentarci dei politici che abbiamo, e, se oggi sembra che Prodi non voglia formare un nuovo governo, ci acconteremo di Amato! Dopo tutto è meno peggio di Berlusca!

  5. Vi risparmio i miei amari commenti rimandandovi ad un articolo di M.Serra.

    I Cavalieri dell’Ideale
    di MICHELE SERRA

    SI CAPISCE, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica. Però, allora, deve avere l’onestà morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c’erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo.

    Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d’oro e fanno un bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la nostra suprema imbecillità. Un bell’applauso ai Cavalieri dell’Ideale: tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia? Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.

  6. Giulia: E’ una questione di prospettiva.
    Chiamato in una situazione d’emergenza, dopo lo sfascio di tangentopoli e la svalutazione della Lira, Amato si è ritrovato con le casse del Tesoro vuote e interessi da pagare su un debito che superava il 110% del PIL. Servivano soldi subito per non dichiarare il default e i conti correnti erano la fonte, ahimè, più impopolare, ma anche più immediata ed inevadibile. In media un Italiano medio ha 2-3 mila euro di giacenza sul conto corrente: lo 0,6% su questa ci oscilla tra 12 e 18 euro, non è che sia un salasso. Mia nonna, che odia i comunisti, ancora si ricorda dei 50-100 euro che avrà versato per quel prelievo una tantum, eppure non si rende conto che la sua banca si pappa ogni anno 200-300 euro di spese. Non si è mai lamentata con Fazio e Berlusconi per aver permesso alla banche di fare sostanzialmente un cartello ed è piuttosto indifferente se Bersani obbliga le banche a ridurle le spese. E’ una questione di prospettiva.

    Giorgio: d’accordo con te.

    Jackala: credo che un quintale di tritolo ben piazzato a montecitorio potrebbe risolvere questo problema.

    Roland: BHL ha sempre ragione

    Mario: Serra mi sembra risentito, per non dire incazzato, almeno quanto me per la sleale coerenza dell’estrema sinistra.

I commenti sono chiusi.

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto