Remember, Remember

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Da ebreo vivo con un po’ d’imbarazzo il giorno della memoria: imbarazzo nel costringere il prossimo a ricordare ciò che non ha vissuto e di cui farebbe volentieri a meno; imbarazzo nel pormi di fronte a lui come beneficiario di una rendita di compassione e solidarietà che mi spetta solo per la mia appartenenza religiosa; imbarazzo nel limitare per legge ciò che può pensare ed esprimere. Lo dico sinceramente: vorrei che non si celebrasse un giorno della memoria.

Il ricordo di ciò che è successo a tanti ragazzi come me sessant’anni fa è ormai parte integrante della mia coscienza, della mia formazione. Grazie a Dio non ho vissuto quegli eventi e la mia famiglia ne è stata risparmiata, tuttavia l’immedesimazione è forte quando leggo le pagine de L’Amico Ritrovato e mi capita di tanto in tanto di riflettere su come mi sarei comportato in quelle circostanze, su come si sarebbero comportati i miei amici. Ogni volta che vedo questa lista con i nomi di tante persone che portano il mio stesso cognome, con indirizzi di strade della mia città a me familiari, chiudo gli occhi e cerco invano di capire cosa mai abbia provato una tale Franca Della Seta deportata all’età di 21 anni dalla sua casa di Largo Brancaccio a Roma.

In una società civile non dovrebbe esistere alcun giorno della memoria, perché la memoria dura una vita, non un giorno. L’odio razziale dovrebbe essere respinto dal buon senso, non da una legge. Tuttavia ci sono capi di stato che ospitano conferenze internazionali sul negazionismo; uno di questi viene persino abbracciato davanti ai fotografi da un sorridente e pacioso Presidente del Consiglio chiamato bonariamente “Mortadella”. C’è chi nelle curve dell’Olimpico espone striscioni di stampo neonazista davanti all’indifferenza delle più borghesi tribune dell’Olimpico. E’ lamentabile, ma abbiamo bisogno di istituzionalizzare la memoria. Non per far piacere a me; non per far piacere agli ebrei e metterli su un piedistallo di vittimismo; ma semplicemente per guardarci tutti allo specchio e capire come la natura umana abbia concepito scientificamente l’annientamento di se stessa. Non è la commemorazione dei morti che importa; non è il dibattere se ne siano stati sterminati 3 o 4 milioni; non ha neanche senso lamentarsi sul perché agli ebrei venga dedicato un giorno della memoria e non agli omosessuali, ugualmente deportati nei campi di sterminio. Si tratta di noi stessi, noi tutti.

Non passate il Giorno della Memoria ad ascoltare i politici; non passatelo neanche a vedere strazianti reportage con immagini agghiaccianti. Non è il terrore che dovete ricordare, non è la colpa che dovete provare: perché non si ricorda ciò che non si è vissuto né tanto meno se ne può esser colpevoli. Non sarebbe autentico quanto quello che dovreste fare in questo giorno. Fate invece un esercizio e provate ad immaginare come avreste reagito a questa legge emanata nel 1938:

Visto l’art. 3, n.2, della legge 31 gennaio 1926-IV, n.100;
Ritenuta la necessità assoluta ed urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per l’educazione nazionale, di concerto con quello per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo;

* Art. 1. All’ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica, anche se siano state comprese in graduatorie di concorso anteriormente al presente decreto; nè potranno essere ammesse all’assistentato universitario, nè al conseguimento dell’abilitazione alla libera docenza.
* Art. 2. Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica.
* Art. 3. A datare dal 16 ottobre 1938-XVI tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio; sono a tal fine equiparati al personale insegnante i presidi e direttori delle scuole anzidette, gli aiuti e assistenti universitari, il personale di vigilanza delle scuole elementari. Analogamente i liberi docenti di razza ebraica saranno sospesi dall’esercizio della libera docenza.
* Art. 4. I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni a datare dal 16 ottobre 1938-XVI.
* Art. 5. In deroga al precedente art. 2 potranno in via transitoria essere ammessi a proseguire gli studi universitari studenti di razza ebraica, già iscritti a istituti di istruzione superiore nei passati anni accademici.
* Art. 6. Agli effetti del presente decreto-legge è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica.
* Art. 7. Il presente decreto-legge, che entrerà in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno, sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge. Il Ministro per l’educazione nazionale è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.

Avreste protestato per il vostro insegnante di matematica improvvisamente rimosso dal vostro Liceo? E per il vostro compagno di banco improvvisamente bandito dalla vostra scuola? Avreste rischiato di essere arrestati offrendo rifugio ad un ebreo ricercato dai tedeschi? Sembrano domande retoriche con risposte scontate, ma evidentemente questi sette articoli hanno lasciato indifferenti la maggior parte dei nostri nonni.

Pensate di più e ricordate di meno.

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10 commenti su “Remember, Remember

  1. ti ho sempre detto che scrivi davvero bene, lo sai, ma non pensavo che avresti mai scritto un articolo delicato, sensibile, morbido e toccante come questo. complimenti.

  2. Ho raramente letto qualcosa di più sensibile (e sensato) sul periodo più nero dell’era contemporanea. Non lo scrivi platealmente, ma si capisce benissimo che la memoria non deve venire celebrata in un giorno specifico, ma rimanere nella nostra mente, nei nostri cuori. E poi francamente, detto “Il giorno della memoria”, sembra un giorno di festa, quando dovrebbe al massimo essere un giorno di lutto! È troppo facile celebrare gli orrori del passato in un giorno determinato per avere buona coscienza! Pensiamo al passato, non celebramolo! Rileggiamo o leggiamo i sette articoli delle leggi razziali e tentiamo di rispondere da non-ebreo alle domande poste! Avremmo avuto il coraggio? Non lo penso, perché se gli Italiani dell’epoca avessero avuto, queste leggi abominevoli ed insensate non avremmo mai visto il giorno!
    E facciamo tutti il nostro “mea culpa, mea maxima culpa”!

  3. Difficile fare un commento che non sembri/sia retorico.
    Ho paura di come risponderei alle domande che fai, se sarei in grado di protestare per delle leggi ingiuste…a parole ovviamente si, ma in realtà?

  4. Caspita! Cosa avrei provato il giorno dopo la promulgazione di quella legge?
    Sinceramente, non riesco ad immaginarlo.

    Sto leggendo “La Storia” di Elsa Morante, credo che mi sentirei come le donne del ghetto nel 1941 al racconto della pazza sulle deportazioni, incredulo, scettico, sgomento.
    Noi li conosciamo i fatti, questo fa la differenza, non mi pare tanto male ricordare a tutti, anche a quelli che fanno fatica, di ricordare.

  5. I complimenti te li avrò fatti un milione di volte di persona; ma uno in piu non guasta mai.

    Complimenti: hai scritto delle cose talmente vere da essere incredibili.

  6. Hai scritto delle cose bellissime , ma sopratutto hai interpretato bene uno stato d’animo che non si piange addosso , la memoria è un patrimonio collettivo non esclusivamente Ebraico , e l’uomo non smette mai di mostrare a distanza di anni il suo lato peggiore : Bosnia e le pulizie etniche , Ruanda , Cambogia . Possibile non che non si faccia mai tesoro del passato?
    Grazie dei tuoi scritti

  7. E’ una strana sensazione trovare le parole che si erano cercate a lungo riguardo a qualcosa di così immensamente disumano. Tu mi hai fatto trovare le parole migliori che potessi sperare di incontrare.
    Bravissimo, e grazie.

I commenti sono chiusi.

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