Dany-Log

Archive for marzo, 2011

Silvio forever sarà

giovedì, marzo 31st, 2011

Ero curioso di vedere se Rizzo e Stella sapessero scrivere per il grande schermo come per la carta stampata e così, ignorando aspettative al minimo, disinteresse e noia per l’argomento, sono andato a vedere Silvio Forever. Sono uscito dal cinema rispondendo affermativamente all’interrogativo con cui v’ero entrato. Rizzo e Stella sceneggiano per il cinema esattamente […]

Ora legale. Ora basta.

domenica, marzo 27th, 2011

Ci risiamo. L’ultima domenica di marzo si spostano avanti le lancette di un’ora, perdiamo quei 60 minuti fantasma tra le 2am e le 3am insieme a una quantità enorme di parole e inchiostro. E’ sempre la stessa solfa in cui per un giorno si parla dei nefasti effetti di uno sconvolgimento ex abrupto del ritmo […]

Di chi è il Gioiellino?

martedì, marzo 22nd, 2011

Di chi è Parmalat? Le azioni dell’attuale Parmalat sono state assegnate in diversa misura ai creditori ammessi al passivo dell’Amministrazione Straoridnaria come compensazione per il credito vantato nei confronti della vecchia Parmalat Finanziaria SpA. Sono strumenti che consentono ai creditori di beneficiare in massima parte dell’azione di risanamento aziendale, nonché delle cause legali intentate contro […]

No savior

martedì, marzo 22nd, 2011

E così dopo sei mesi è scaduto il mio abbonamento al Corriere della Sera su iPad. E così l’ho rinnovato per altri 12 mesi, e così rispetto a due anni fa (quando compravo il quotidiano cartaceo ogni giorno, inserti inclusi) RCS Quotidiani si becca meno soldi da me (circa 200 euro in meno all’anno). A […]

Il cigno europeo

lunedì, marzo 21st, 2011

Ormai quasi 18 mesi fa, il nuovo primo ministro greco Papandreou annunciava imbarazzato che il rapporto deficit/pil del suo paese nel 2009 sarebbe andato ben oltre il 6% previsto dal precedente governo: 12% (Eurostat certificò in seguito un rapporto deficit/pil del 15%). I mercati, già scossi dal fallimento di Lehman Brothers e alle prese con la più severa recessione su scala mondiale dall’ultimo dopoguerra, reagirono con sgomento vendendo i titoli di stato greci, che raggiunsero prezzi così bassi da implicare rendimenti annui tra il 12% e il 15%. Nel giro di pochi mesi la Grecia si ritrovò ad affrontare un problema ben più grave di dover pagare interessi alti sulle nuove emissioni di debito: non trovò più nessuno disposto a sottoscrivere quelle emissioni, cioè a prestar soldi alla Repubblica Greca.

La reazione dell’Unione Europea fu confusa, ma fu una reazione. Il default della Grecia – come ebbi modo di commentare – non prendeva le sembianze del cigno nero che fu il default di Lehman: un default della Grecia era del tutto prevedibile; è stato previsto dal mercato, è stato temuto dalle istituzioni europee ed è stato da queste affrontato. Diciotto mesi e due salvataggi dopo (alla crisi greca, si è aggiunto il buco delle banche irlandesi), si è fatto ciò che due anni prima si sarebbe pensato impossibile, infrangendo importanti tabù della politica monetaria e fiscale europea: la BCE ha comprato sul mercato secondario titoli di stato; gli stati dell’Unione Monetaria Europea hanno creato un veicolo lussemburghese (EFSF) con una potenza di fuoco da 440-500 miliardi di euro per aiutare l’Irlanda e qualunque altro stato dell’Unione dovesse trovarsi in difficoltà finanziaria. E’ stato accettato che il Fondo Monetario intervenisse nella risoluzione delle crisi greca e irlandese e i singoli stati (compresa la Germania, sì) hanno concesso pro quota prestiti bilaterali alla Grecia.

Nel weekend scorso si è cercato di dare una sistemazione più definitiva e razionale a tutta questa serie di misure adottate nel disordine dello stato di necessità. Dal 2013 l’EFSF (European Financial Stabilization Facility) sarà sostituito dall’ESM (European Stabilization Mechanism) e da quell’anno ci sarà un quadro normativo ben definito per permettere agli stati dell’Euro di richiedere assistenza finanziaria all’UE: un quadro normativo che prevede che i creditori privati possano subire alcune perdite in caso di salvataggio (non si capisce in effetti perché si debba tutelare chi oggi compra un bond greco con un rendimento del 15%) e che le linee di credito concesse dall’ESM non siano più pari passu (come quelle concesso oggi dell’EFSF), bensì privilegiate rispetto a qualsiasi altro debito.

L’Unione Europea si trova ora nel mezzo di un crocevia fondamentale: difficile sapere la strada che sarà presa e dove porterà. E’ opportuno fermarsi e fare il punto della situazione. Come nasce il progetto europeo, con quali debolezze nasce, dove ha funzionato, dove non ha fallito, dove andrà… E’ un lavoro non di poco conto, ma ci ha pensato Nomura commissionando alla Llewellyn Consultin una ricerca su passato e futuro dell’Euro. Io mi limiterò a leggerlo insieme a voi, soffermandomi sulle parti più importanti e quelle riguardanti l’Italia.

E l’Euratom?

martedì, marzo 15th, 2011

Si parla d’Europa quando si parla di soldi. Libera circolazione delle merci? Europa. Una moneta unica? Europa. Insolvenza della Grecia: Europa, Europa. Mi piacerebbe invece che si parlasse di integrazione europea e politica europea comune anche per altri temi. Non dico la cultura, non la politica estera (per carità, ognuno pensi al suo orticello), ma […]